
squalo angelo a Sanremo
28 Gennaio 2008
Una volta qui ce n’erano così tanti che a Nizza gli han dedicato persino una baia: la celebre Baia degli Angeli. Oggi invece lo squalo angelo è talmente raro che neanche i pescatori liguri lo riconoscono più.
“Dopo aver svuotato a bordo il sacco della cala che avevamo appena finito proprio davanti a Sanremo, su un fondale tra 80 e 100 metri, ho subito notato questo strano pesce, che in tanti anni di esperienza in mare non avevo mai visto” ha raccontato Pino Rametta, proprietario del peschereccio Giovanni Padre, a Sanremo news (leggi tutta la notizia).
Era proprio un pesce angelo o squadro (nome scientifico Squatina squatina) di oltre 1 metro di lunghezza e del peso di 10 kg, com’è stato identificato da Fulvio Garibaldi, dell’Università di Genova.
E’ una specie che nella Lista Rossa delle specie a rischio di estizione è definita “Criticamente a Rischio“. La situazione di gran parte degli squali e razze del Mediterraneo, d’altronde, è particolarmente grave: il 42% delle specie è a rischio estinzione.
Lo squadro vive in acque mediterranee ed europee fino a 150m di profondità su fondali sabbiosi o fangosi, dove di giorno si interra totalmente lasciando uscire solo gli occhi. E’ molto più attivo di notte, quando si mette in caccia: si ciba soprattutto di pesci come sogliole e rombi ma anche razze, crostacei e molluschi. E’ un animale sedentario ma nei mari del nord compie anche lunghe migrazioni stagionali, portandosi verso nord in estate.
Questo squalo è ovoviviparo (le uova si schiudono nel corpo della madre, dove i neonati portano a termine il loro sviluppo cibandosi delle uova non fecondate) e fa nascere dai 9 ai 20 cuccioli che, alla nascita, misurano dai 24 ai 30 cm. di lunghezza. Raggiunge probabilmente i due metri di lunghezza; le femmine iniziano a riprodursi tra i 130-160 cm (leggi la scheda della FAO, in inglese).
Perché è diventato così raro? Le catture registrate in Mediterraneo sono ormai molto limitate e si riferiscono quasi esclusivamente alle acque africane. Colpa della rarefazione di questo squalo è stata, nel giro di 50 anni, la pesca a strascico intensiva cui sono sottoposte le acque europee e che ha letteralmente spazzato via molte specie che vivono sui fondali sabbiosi. Nel Mare del Nord questa specie è stata dichiarata estinta e negli altri mari dove una volta era molto comune è ora estremamente rara.
Qui un delizioso raccontino e disegno di Erik della scuola media Lorenzo Milani sullo squalo angelo visto nelle vasche dell’acquario di Genova.
