Archiviato in: Lista Rossa, OSE, avvistamenti & catture, mediterraneo, squalo elefante (cetorino) | Tag: biologia marina, cattura, cetorino, mare, mediterraneo, Palermo, pesca, pescecane, sicilia, squalo elefante (cetorino)
Uno squalo elefante di oltre 7 m. di lunghezza – innocuo per l’uomo visto che si nutre di plancton – è finito nelle reti nel palermitano. Il cetorino è una specie rara e a rischio estinzione e ogni informazione è utile per la scienza. Occhi aperti, pescatori e diportisti siciliani: altri esemplari nuotano probabilmente nelle vostre acque, quindi… se vedete enormi pinne sulla superficie, avvertiteci!
La notizia ci è arrivata giovedì sera grazie ai ricercatori dell’Università di Palermo, che hanno provveduto a raccogliere campioni biologici importantissimi (come potete vedere nelle foto di Gaspare Schillaci) per una specie così rara come questa.
Lo sfortunato pescione, stando a quanto riferisce la Sicilia (che pur ne ha storpiato il nome!) è finito nelle reti del pescatore Salvatore Olivieri a meno di un miglio dalla costa a San Nicola l’Arena, nel palermitano.
Si tratta di un maschio, come potete vedere dalla foto degli organi sessuali, e stando alle dimensioni era un adulto e aveva quindi superato i 15-16 anni – l’età in cui i maschi diventano sessualmente maturi (le femmine, invece, maturano ancora più in là sia con le dimensioni che con gli anni: dai 16 ai 20 anni, quando raggiungono gli 8 metri di lunghezza). Lo squalo sfortunato potrebbe naturalmente essere stato molto più anziano, visto che questa specie raggiunge e probabilmente supera i 50 anni di età. Ma quanti anni avesse, precisamente, non lo sappiamo perché nessuno è riuscito a studiare l’accrescimento di questi giganti – uno dei molti misteri che ancora non abbiamo svelato della vita degli squali.
Leggi la scheda sullo squalo elefante.
Lo squalo elefante, o cetorino, è totalmente innocuo per l’uomo, visto che si nutre esclusivamente di plancton. E’ uno squalo migratore, che compare sporadicamente a fine inverno lungo le coste italiane seguendo le correnti ricche di plancton.
Uno squalo raro che migra seguendo rotte sconosciute e per giunta spesso lontano dalla costa: per questo se ne sa davvero poco. Un mix infernale per i ricercatori che vogliano approfondirne le conoscenze, ma anche uno stimolo irresistibile per MedSharks e CTS Ambiente che, due anni fa, hanno lanciato l’Operazione Squalo Elefante. Obiettivo: seguire via satellite gli spostamenti di questi animali.
Per poterlo fare è però necessario, ovviamente, prima trovarli. Operazione ardua ma non impossibile, visto che i cetorini passano molto tempo in superficie e possono quindi, con un po’ di fortuna, essere avvistati da pescatori e diportisti. E’ un’occasione rara, ma non impossibile, come testimoniano i vari avvistamenti del 2006 che ci hanno consentito di marcare il primo esemplare del Mediterraneo. E allora, diportisti e pescatori di Sicilia ma anche di tutta Italia, occhi aperti! In caso di avvistamento mandateci subito una email a info @ medsharks .org
Il cetorino fa parte di quel 42% di squali e razze del Mediterraneo a rischio estinzione. Una delle maggiori cause di mortalità nel nostro mare è rappresentato proprio dalle reti nelle quali incappano senza potersi liberare – com’è recentemente accaduto allo squalo di Riva Trigoso (la cui identità – ceotrino o capopiatto- però è ancora in dubbio) e il “cucciolo” di 3 metri di Anzio di qualche mese fa.
Per queste fotografie e per la pronta segnalazione del ritrovamento vogliamo ringraziare Gaspare Schillaci, grande appassionato di squali e nostro assiduo lettore.
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