Archivio per la categoria ‘curiosità’

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carcario, lo squalo solitario /2

18 Giugno 2008

Con un giorno di anticipo - perché da oggi a domenica non potrò probabilmente aggiornare il sito - arriva una nuova puntata di Carcario, lo squaletto solitario nato nell’arcipelago toscano ( e dalla penna di Enrico “Galeo” Malanima, di Prato).

“Parla un vernacolo che è un misto tra livornese, fiorentino e grossetano” racconta il Galeo: ” Girera’ tutti i mari del mondo e si scontrera’ con tutte le problematiche inerenti al mare. E’ uno squaletto buono (come tutti gli altri squali d’altronde)… soprattutto perche’ diverso da noi umani.” Questa era la prima puntata

(clicca per ingrandire)

testi e disegni: galeodesign, Enrico Malanima, Prato

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carcario, lo squalo solitario /1

13 Giugno 2008

Nasce dalla penna di “Galeo”, al secolo Enrico Malanima, Carcario - uno squaletto solitario nato nell’arcipelago toscano.

“Parla un vernacolo che è un misto tra livornese, fiorentino e grossetano” racconta il Galeo: ” Girera’ tutti i mari del mondo e si scontrera’ con tutte le problematiche inerenti al mare. E’ uno squaletto buono (come tutti gli altri squali d’altronde)… soprattutto perche’ diverso da noi umani.

Sugli schermi di SharkNews ogni venerdì. Buon viaggio, Carcario! (clicca per ingrandire)

testi e disegni: galeodesign, Enrico Malanima, Prato

carcario, lo squalo solitario - creazione di Enrico \

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Crittercam, il Grande Fratello degli squali tigre

29 Maggio 2008

la crittercam su uno squalo tigre, ph. Stuart PhilpottCosa fanno gi squali tigre tutto il giorno in mare? Il National Geographic ha inventato una geniale piccola telecamera chiamata Crittercam, che registra video, audio e in più agisce come “scatola nera” registrando altri dati come tempo, temperatura, profondità. Insomma, spia la “vita privata” degli animali marini: è stata infatti applicata nel tempo a squali, balene, capodogli, foche.

La Crittercam fornisce un video “soggettivo” di come lo squalo interagisca e comunichi con i suoi simili, di come caccia, si nutre, si accoppia e dei suoi viaggi. Conoscere qualcosa in più delle abitudini degli squali fornirà ai ricercatori informazioni importantissime per assicurare la sopravvivenza di questa specie.
La Crittercam viene assicurata alla pinna dorsale di uno squalo tigre, e già questo non è cosa da poco, visto che è cosa da fare a mano! Peso e dimensioni sono molto limitati e non danneggiano gli animali né modificano il loro normale comportamento. Lo strumento è infatti lungo 32 centimetri per un diametro di 8 che, per animali di dimensioni notevoli con gli squali tigre, rappresenta un peso sopportabile. Cosa circa 10.000 dollari USA – costo che non tiene però conto del tempo (decenni) e dei costi dello sviluppo di questo prodotto, inclusi quei pochi strumenti che si sono persi.
La Crittercam è dotata di un meccanismo di rilascio programmato per attivarsi dopo qualche tempo – nel caso degli squali tigre per non più di una o due ore. Quando si stacca, la Crittercam, che è molto leggera, sale rapidamente in superficie da dove inizia a trasmettere un segnale. A quel punto è compito dell’equipaggio trovarla e recuperarla.

Stuart Philpott, un giornalista subacqueo inglese che ci ha inviato testo e foto, è da poco ritornato da Aliwal Shoal per un servizio fotografico sugli squali sudafricani.

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acchiappa la corrente con la coda di squalo

26 Maggio 2008

Con la loro forma affusolata e la coda falcata e rigida, gli squali oceanici come squalo bianco, mako e smeriglio sono fra i più forti ed efficienti nuotatori al mondo. A loro si sono ispirati due ricercatori dell’Università di Sydney per ottenere energia pulita e rinnovabile dal mare: attraverso una coda meccanica che ondeggia nella corrente accumulando l’energia delle onde e delle correnti.

E’ il concetto del bioingegneria, cioè l’utilizzo di elementi naturali in sistemi ingegneristici” ha dichiarato Tim Finnigan della Sydney’s School of Civil Engineering che, con il dottorando Andrew Caska, oltre alla coda meccanica ha ideato un altro strumento ispirato alle alghe marine. Lunga 15 metri e alta 12, la coda meccanica può produrre 1 megawatt di energia. “Lo squalo usa l’energia muscolare per ondeggiare il fianco da un lato all’altro. Noi utilizzeremo la corrente marina per spostare la coda meccanica, accumulando l’energia in un generatore elettrico” ha spiegato il Dr Finnigan.

La coda e l’alga sono ancorati sul fondo marino attraverso una base ispirata alle “radici” delle piante marine, che distribuisce il carico attraverso rami. Entrambe le strutture si orientano a seconda della direzione delle correnti.

Guardate l’animazione della coda meccanica cliccando qui

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trigone gigante… d’acqua dolce!

15 Maggio 2008

Dieci persone per sollevarlo: era davvero impressionante questo trigone d’acqua dolce pescato nel Bang Pakong River a Chachoengsao, in Tailandia.

L’eccezionale preda è stata fotografata dal biologo Zeb Hogan, dell’Università del Nevada, responsabile del progetto “ Megafish” del National Geographic che si prefigge di documentare i 20 pesci più grandi d’acqua dolce del mondo.

Grande sopresa per il biologo, che aveva passato un’intera settimana sul fiume Mekong, in Cambogia, cercando senza fortuna proprio questo animale. Il trigone d’acqua dolce è infatti una specie minacciata d’estinzione e inserita nella categoria Vulnerabile della Lista Rossa IUCN.

Il gigante catturato in Tailandia era una femmina, e subito dopo la cattura ha dato la luce a un piccolo, che dopo la nascita è rimasto attaccato alla madre

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le specie più pericolose del Mediterraneo

6 Maggio 2008

Bellissima! E’ la campagna di Klas Ernflo per mantenere pulito il mare della Catalogna. Altro che squali! L’inquinamento fa molte molte più vittime di loro, e su una scala icredibilmente più vasta.

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occhi aperti al mercato del pesce!

30 Aprile 2008

I mercati del pesce possono riservare molte sorprese, a patto di avere curiosità e molta pazienza. Guardate cosa ha scovato Gaspare Schillaci, un nostro lettore di Palermo.

Si tratta di una femmina adulta di notidiano cinereo (Heptranchias perlo), un piccolo squalo di alta profondità non molto frequente nei nostri mari. Uno squalo inconfondibile visto che ha 7 fessure branchiali, al contrario di tutte le altre specie che ne hanno 5 (a parte pochissimi che ne hanno 6).

Sappiamo molto poco di questo animale. Vive tra i 300 e i 600 metri, come si può desumere dal grande occhio verde, ma può spingersi anche oltre i mille metri di profonditàed è uno squalo di piccole dimensioni: al massimo un metro nei maschi e 140 cm per le femmine. E’ un buon nuotatore e si ciba di pesci, come i merluzzi, e anche calamari.

Sappiamo anche molto poco sulla sua riproduzione; è comunque un viviparo aplacentato, il che significa che la madre fa crecere i piccoli nel proprio ventre pur non nutrendoli con una placenta. I piccoli sono lunghi alla nascita 23 centrimetri.

Vive nei mari temperati e tropicali. Ovunque è considerato Near Threatened, cioè quasi a rischio estinzione, mentre la situazione in Mediterraneo è peggiore, tanto che è stato inserito nella categoria Vulnerabile della Lista Rossa della IUCN.

Altre informazioni su questa specie sul sito the Florida Museum of Natural History

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il Festival dei denti di squalo

18 Aprile 2008

Si è appena celebrata a Venice, in Florida, il festival dei denti di squalo. La tranquilla cittadina americana è la “capitale” di questo genere di souvenir, ma stavolta il commercio non c’entra e nessuno squalo viene ucciso per l’occasione: i denti, infatti, sono fossili e i loro proprietari sono morti da milioni di anni.

Ogni squalo produce nella sua vita migliaia di denti, che perde e sostituisce regolarmente. Grazie alle ideali condizioni di questa zona, che nelle ere passate era sommersa, i denti persi dalle legioni di squali che si sono succeduti in queste acque si sono nel tempo trasformati in roccia. L’erosione ora fa il resto, liberando dal fondale i fossili che vengono poi gettati a riva dalle ondate.

I denti sono l’unica traccia tangibile dell’esistenza degli squali in epoche remote: al contrario dei pesci e degli invertebrati, che fossilizzano bene grazie alle loro strutture rigide, gli squali sono composti per lo più di cartilagine. Per questo di essi ci restano solo i denti e qualche disco intervertebrale.

Basta una passeggiata sulla spiaggia di Venice per trovare nella sabbia una manciata di denti di squalo piccoli o grandi - persino degli immensi Megalodon! Se ne trovano di diverse forme e colori, a seconda della specie e della roccia dove sono rimasti per tutto questo tempo. Nel processo di fossilizzazione il dente assorbe i minerali del suolo e così diventa nero, grigio, marrone, rossiccio a seconda del minerale che domina nella zona. Nessun colore ha valore maggiore o minore dell’altro, né indica che il dente è più o meno antico.

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shark taggers in TV

7 Aprile 2008

La televisione americana NBC sta realizzando una nuova serie dedicata ai  biologi marini che si occupano di squali. Si chiamerà “SharkTaggers”, cioè “marcatori di squali” e andrà in onda nell’estate del 2009.

Lo show, che durerà un’ora, seguirà le attività dei ricercatori e gli spostamenti degli squali grazie ai sofisticati tag satellitari che consentono di controllare i movimenti degli animali durante le loro migrazioni. 

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Addio a Bertha, da 40 anni all’acquario di New York

3 Aprile 2008

Da oltre quarant’anni nuotava nelle vasche del New York Aquarium. L’annuncio della sua morte sul New York Times.

Come per tutti i cittadini illustri della sua città, la morte di Bertha ha avuto l’onore di un articolo sul New York Times. Bertha però era uno squalo toro, che da oltre quarant’anni nuotava nelle vasche del New York Aquarium.

E’ stato molto triste prendere la decisione di perdere questo animale” ha detto Hans Walters, supervisore degli squali dell’acquario, spiegando di aver dovuto “addormentare” Bertha. “La sua salute era peggiorata nell’ultimo mese e avevamo iniziato un trattamento. Sembrava essere migliorata ma alla fine della scorsa settimana è peggiorata di nuovo. Abbiamo iniziato un nuovo trattamento, ma non ha avuto risultato e sabato abbiamo capito che era giunto il momento.”

Bertha, che era lunga due metri e mezzo, viveva insieme ad altri cinque squali toro, due squali nutrice e un pinnabianca. Era arrivata a Brooklyn tra il 1963 e il 1965, la data precisa del suo arrivo non è sicura: “Si tratta di un acquario molto antico. Alcuni documenti sono andati perduti” ha detto Walters.

In ogni caso, Bertha era uno degli squali più anziani presenti negli acquari in tutto il mondo.

Lo squalo toro è uno squalo di grandi dimensioni che vive lungo le coste nelle regioni temerate e subtropicali. Sono squali migratori, che si nutrono di piccoli pesci e, nonostante l’aspetto minaccioso, non sono assolutamente pericolosi per l’uomo.

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operazione “pinne pulite” (video)

31 Marzo 2008

Sono animali forti e sani. Ma, come i cani, anche gli squali hanno le… pulci - parassiti che rosicchiano la pelle del loro ospite e si nutrono del loro sangue.

E poi c’è la banale igiene quotidiana: anche loro hanno bisogno di lavarsi i denti dopo i pasti.

Ma gli squali non hanno mani, così il compito di spulciarli è affidato ai pesci pulitori. Compito talmente importante che questi possono tranquillamente entrare, ma soprattutto uscire dalla bocca del loro “paziente” senza problemi. In cambio dei loro servizi, i pulitori ottengono un pasto - senza nemmeno doverselo andare a cercare.

Godetevi queste brevi clip di uno dei più bravi cineasti sottomarini del mondo, Howard Hall, ma anche questo video amatoriale trovato su YouTube

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il salto della manta (video)

28 Marzo 2008

Una delle cose più insolite è vedere una manta saltare fuori dall’acqua, cosa che a volte fanno forse per liberarsi dai parassiti o dalle remore. Su YouTube ci sono diversi filmati, ma quello che abbiamo scelto è davvero spettacolare: il salto della manta è ripreso da sott’acqua!!!

Vista la sua forma, e contando che una manta può pesare fino a 1300 kg, c’è da chiedersi che razza di “spanciata” si prenda quando ricade in acqua. Per sopportare queste sollecitazioni, una fitta rete di capillari avvolge il cervello e attutisce il colpo. A parte fare da cuscinetto, questa rete (chiamata rete mirabile) trasporta sangue appena passato nelle branchie, quindi più fresco rispetto al corpo: è, insomma, anche il sistema di raffreddamento del cervello, cosa importante visto che le mante sono scure e nuotano in superficie sotto il sole tropicale.

E ora godetevi il video!

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squalo bianco: pubblicità bellissima!! (video)

26 Marzo 2008

…Abbiamo trovato il modo per attirare e marcare gli squali in Mediterraneo?! :-)

PS - i salti sono del tutto veri!

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online il viaggio dello squalo bianco

21 Marzo 2008

juv-gws.jpgSeguite online la maratona di un piccolo squalo bianco rilasciato appena 40 giorni fa dall’acquario di Monterey!

Il giovane squalo bianco rilasciato dall’acquario di Monterey di cui vi avevamo parlato in febbraio sta benone e, dopo cinque mesi in cattività, sta sfogando tutte le sue energie in una lunga maratona.

Dopo aver costeggiato la penisola di Baja California si trova ora - appena 40 giorni dal suo rilascio - all’altezza di Mazatlan, in Messico.

Come facciamo a saperlo? Grazie al tag SPOT (Smart Position-Only Tag) che gli è stato fissato sulla pinna dorsale e che trasmette via satellite la posizione quando l’animale nuota la superficie. Un secondo sensore ci dirà fra qualche mese qual’è stato il profilo delle sue immersioni.

Sul sito del progetto TOPP è possibile seguire il viaggio del piccolo squalo bianco, aggiornato quasi ogni giorno.

La pagina dell’acquario di Monterey sugli squali bianchi

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squali in 3D

20 Marzo 2008

2965_owqkpfgzmg.jpgAll’Acquario di Genova annunciano un filmato in 3D sugli squali: un quarto d’ora per nuotare virtualmente assieme a squali balena, martello, bianchi e toro.

La prima specie che si incontra è lo squalo toro, che offre l’occasione per parlare della dieta preferita, a base di calamari, polpi e aragoste, del metabolismo lento che lo porta a mangiare meno frequentemente di quanto si possa immaginare e del parto, che avviene dopo una gravidanza dai 9 ai 12 mesi.
Quindi, si passa agli squali dalle punte argentee, animali territoriali delle scogliere coralline. Questa specie è il pretesto per parlare dell’importante funzione ecologica che gli squali hanno, in cima alla catena alimentare, nel mantenere un giusto equilibrio negli oceani. Inoltre, grazie a loro viene introdotto il tema del sesto senso che gli squali possiedono e che permette di captare gli impulsi elettrici attraverso l’acqua. Quindi lo squalo bianco, il martello e il balena.

Per poter assistere alla proiezione, è necessario indossare speciali occhiali, messi a disposizione all’ingresso della sala, che consentono di ottenere la visione tridimensionale sovrapponendo le immagini come se fossero osservate da due diversi punti di vista.

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barche più veloci con la pelle di squalo

18 Marzo 2008

Copiando la pelle degli squali si potranno rendere le navi più veloci e pulite. Nuove pellicole di silicone o in scaglie a forma di diamante promettono di far risparmiare un mucchio di soldi sia in carburante che per la manutenzione, visto che la struttura è, come la pelle di squalo, inattaccabile da alghe, molluschi e altri organismi marini.

dentelli.jpgUn’armatura flessibile, fatta da migliaia di minuscoli dentelli sovrapposti con una punta rivolta all’indietro: così appare la pelle di uno squalo, se la osserviamo al microscopio (foto dal web National Geographic).

Perfetta contro tagli e abrasioni, è anche incredibilmente idrodinamica: forma e disposizione creano minuscoli solchi dove l’acqua si incanala senza creare turbolenze. I dentelli, infatti, non sono tutti uguali ma cambiano a seconda della zona del corpo (e della specie: gli squali più veloci hanno i dentelli più piccoli e leggeri).

Copiando e applicando questi concetti, nel frattempo, la Speedo ha creato la linea di costumi Fastskin utilizzata dai migliori nuotatori del mondo.

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pinna di squalo… su una Formula1!

17 Marzo 2008

finbull.jpgNelle prove a Barcellona, la scuderia Red Bull ha montato sulla copertura del motore RB4 una “pinna di squalo”: proprio così la chiama il sito ufficiale della Formula1 in questo articolo.

La modifica ha aumentato decisamente la superficie di questa sezione e, nelle intenzioni, dovrebbe consentire un miglior scorrimento dell’aria nell’ala posteriore e massimizzare la stabilità della macchina in frenata.

La nuova copertura, prosegue la nota, interagisce in modo molto complesso con l’aerodinamica posteriore dell’auto e non si è ancora sfruttato tutto il suo potenziale. Queste soluzioni così radicali, prosegue il comunicato, sono spesso difficili da ottimizzare.

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chi vince fra uno squalo e un pescespada?

13 Marzo 2008

Il pescespada. Almeno nel duello combatto qualche anno fa nelle acque di Tavolara, in Sardegna, quando i pescatori trovarono spiaggiato un grande squalo volpe di quattro metri, morto, con ben 15 cm di spada di pescespada conficcata in testa!!!

occhione Tavolara, foto Romor/TrainitoCos’era successo per scatenare quella lotta fatale possiamo solo immaginarlo: forse avevano litigato per il cibo, visto che entrambi si nutrono anche di calamari. Forse il pescespada si era difeso dall’attacco del grande squalo: i pescispada non vincono sempre, infatti, e sono stati trovati nello stomaco di altri squali volpe occhione.

Al di là della curiosità, questa segnalazione si è dimostrata davvero interessante. Perché lo squalo in questione non era un semplice squalo volpe, ma un “occhione”: una specie considerata molto rara in Mediterraneo - tanto che questo era appena il sesto animale mai segnalato in tutto il nostro mare. E inoltre era una femmina, che in pancia portava due piccoli di 40 cm di lunghezza l’uno.

Fortunatamente in zona c’erano Mario Romor ed Egidio Trainito (gli stessi che ci hanno segnalato gli squali elefante a fine gennaio) che scattarono queste foto e le misero in un cassetto. Se ne ricordarono anni dopo, quando lanciai Osservatorio Mediterraneo: raccoglievo da diportisti, pescatori e sub segnalazioni di squali, tartarughe, balene e foche monache e le “giravo” ai ricercatori. Segnalazioni, fra cui questa, che si sono tradotte in almeno quattro lavori scientifici: Marino Vacchi, Fabrizio Serena e Giuseppe Notarbartolo di Sciara presentarono questa segnalazione a un congresso internazionale a Monterey.

occhione Tavolara, foto Romor/Trainito“Riesumiamo” questo avvistamento un po’ datato (risale al 1994) per diverse ragioni. Primo perché è interessante: oltre a essere una specie rara, si trattava del primo, e finora unico, caso di attacco fatale pescespada-squalo segnalato al mondo. Poi perché lo squalo volpe occhione è una specie che mi sta particolarmente a cuore: proprio oggi abbiamo finito le revisioni e inviato un lavoro scientifico alla rivista Journal of the Marine Biological Association che riguarda questa stessa specie. Ve ne parleremo nel prossimo post.

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11 anni in libertà

11 Marzo 2008

squalo marcato dal Mote Marine Lab3.925 giorni: tanto è durata la liberta di un piccolo squalo “Atlantic sharpnose” pescato, marcato e ripescato undici anni dopo in Florida. Lo squaletto era infatti uno delle migliaia cui i ricercatori del Mote Marine Laboratory avevano applicato una targhetta di riconoscimento per studiarne abitudini e spostamenti.

Marcato nel 1996 al largo di Pensacola, in Florida, è stato ricatturato ad appena 103 miglia di distanza da un pescatore che ha poi recapitato ai ricercatori la sua targhetta: fra i 16.000 animali marcati nei 17 anni di attività del Mote, questo è lo squalo che ha resistito più a lungo in mare.

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L’”Atlantic sharpnose” (Rhizopriodon terranovae - non esiste traduzione in italiano, visto che questa specie vive lungo le coste orientali americane) è uno squaletto di piccole dimensioni, lungo poco più di un metro, che si nutre prevalentemente di piccoli pesci. Con la scomparsa degli squali più grandi, di cui era spesso vittima, questa specie è fra quelle il cui futuro desta meno preoccupazione.

La marcatura è l’unico modo per imparare a conoscere la crescita e gli spostamenti degli squali. In questo caso la marcatura è stata fatta con una semplice targhetta grazie alla quale si è potuti risalire alla data e al luogo di marcatura.

“I tag ci forniscono due istantanee della vita dell’animale: dov’è stato marcato e dov’è stato ricatturato” spiega Bob Hueter, direttore del Mote’s Center for Shark Research. “Alcune specie si spostano poco mentre altre compioni migrazioni di migliaia di miglia; in molte specie, più vecchio è lo squalo e maggiore la distanza percorsa. In questo caso, la ricattura ci dice anche che il sistema funziona: i tag possono rimanere nel corpo dello squalo anche per molti anni”.

Ripescare lo squalo a poca distanza da dove era stato marcato non vuol dire necessariamente che sia rimasto lì tutto il tempo: molte specie si allontanano anche di centinaia o migliaia di chilometri per poi ritornare nello stesso luogo, spesso un’area di nutrimento, di accoppiamento o di nascita. Per conoscere gli spostamenti precisi degli squali, i ricercatori utilizzano degli strumenti molto più sofisticati - e costosi: i tag satellitari, in grado di registrare continuamente la posizione dell’animale e di restituire il tracciato preciso dei suoi spostamenti. Sempre che funzionino, naturalmente, perché nonostante il costo, questa tecnologia è ancora affidabile solo al 50%!

Nel caso della marcatura con semplici targhette, tutto dipende dalla cooperazione dei pescatori ricreativi e professionisti che decidono di informare i ricercatori della loro cattura. Ecco alcuni dei risultati più interessanti:

  • James Cooper ha catturato uno squalo leuca dal ponte Bahia Honda nelle Florida Keys che era stato marcato 828 giorni prima, dallo stesso ponte ad appena mezzo miglio di distanza.
  • Andy Miller ha catturato un Atlantic sharpnose vicino a Crystal River, in Florida, marcato 1914 giorni prima ad appena due miglia di distanza.
  • Kathy Dyke ha catturato un leuca nelle vicinanze di Naples (Florida, non Italia!). Lo squalo era stato marcato 277 prima a 5 miglia di distanza.
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alien su alien

10 Marzo 2008

uova di razza, FenigliaOvvero: uova misteriose su un uovo di razza misteriosa. Il doppio mistero questo week-end alla Feniglia, dove in appena un’ora abbiamo trovato 28 uova di razza spiaggiate. Cercatele anche voi per dare una mano alla scienza!

Quintali di plastica, dozzine di ossi di seppia, due tubi di neon, una siringa e 28 uova di razza sono il bottino di appena un’ora di passeggiata sulla spiaggia della Feniglia (Argentario, Toscana).

Lo avete visto dai diversi post che abbiamo fatto sull’argomento: le uova di razza, questi strani oggetti dalla forma diabolica e per qualcuno un po’ repellente, ci incuriosiscono.

Cosa sono? L’incubatrice dove crescono le piccole razze: per saperne di più leggete qui, e ve lo consiglio perché è molto interessante.
Di chi sono? Il discorso si fa complicato. Dipende dalla forma, dalle dimensioni, ma è spesso comunque un gran rompicapo.

Così abbiamo deciso di dare una mano a Cecilia Mancusi, che le uova di razza le studia da anni: il bottino verrà spedito al suo laboratorio e chissà che possa poi raccontarci di chi sono e come mai se ne sono spiaggiate così tante alla Feniglia.

Volete aiutarla anche voi? Ovunque siate, andate a fare una passeggiata in spiaggia e raccogliete le uova che doveste trovare (niente paura, sono vuote e non puzzano!). Fotografatele con un righellouova sulle uova accanto, per darci un’idea delle dimensioni. Segnatevi data e località, e poi mandateci qualche foto via email a info @ medsharks.org

Nel frattempo, guardate qui il doppio alien: chissà quale specie di seppia (credo) ha usato questo uovo (di chissà quale razza) come ancoraggio per deporre le sue uova!

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una pinna tra le nuvole

6 Marzo 2008

com_1406.jpg Una pinna che spunta in superficie, solcando le onde. Solo che le onde sono nuvole, e la pinna è quella di un aereo a caccia di clienti.

Gioca sulla somiglianza di forme la nuova campagna pubblicitaria creata dall’agenzia milanese Go-Up per la OneWorld, la più importante alleanza mondiale di vettori aerei. “Come lo squalo, il predatore per eccellenza, non si accontenta di quello che trova ed è sempre in una caccia, così grazie a businessflyer le piccole aziende hanno l’opportunità di cercare e trovare tariffe convenienti per ogni loro viaggio“, si legge sul loro comunicato stampa.

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mako, la Ferrari con le pinne (video)

5 Marzo 2008

70 km/h, oltre 30 nodi: è l’incredibile velocità che può raggiungere sullo scatto il mako, il velocista per antonomasia nel mondo degli squali. Una potenza che gli consente anche di saltare fuori dall’acqua fino a 6 metri di altezza quando viene allamato (come nei video che potete vedere qui).

Qui una eccezionale ripresa di un mako all’attacco. Impressionante!

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come trova da mangiare uno squalo?

28 Febbraio 2008

squalo plumbeo, foto Eleonora de Sabata/MedSharksVi siete mai chiesti come riescano a trovare le loro prede gli squali? Hanno sensi incredibilmente sofisticati, certo, che però funzionano solo quando sono relativamente vicini alla preda. Ma quando sono molto lontani?

Fanno esattamente come noi nello shopping: cerchiamo prima vicino a casa e, se non troviamo nulla, facciamo un tentativo più lontano. Questo tipo di spostamenti a breve raggio con qualche sortita più lontana si chiama “Levy walk”.

La ricerca è stata pubblicata oggi su Nature. David Sims e i suoi colleghi hanno scoperto, analizzando più di un milione di immersioni registrate dai sensori elettronici, che squali, tartarughe, tonni e pinguini a caccia si muovono proprio così: fanno ripetute immersioni a bassa profondità seguite da alcune assai più profonde.

Compiendo simulazioni al computer i ricercatori hanno poi visto che questo tipo di ricerca è molto più efficace, per trovare prede sparpagliate nell’oceano ma riunite in gruppo, che cercare a caso.

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appuntamento al Big Blu di Roma

28 Febbraio 2008

Appuntamento da domani a Roma al salone del mare Big Blu.

Sabato 1 marzo alle 15 e domenica 2 alle 13.30 all’Apnea Village parleremo delle iniziative di protezione degli squali, della settimana europea dello squalo, della raccolta di firme che abbiamo portato a Bruxelles e di chi ci ha aiutato. Fra questi, anche la Mares.

Vi aspettiamo!

Aggiornamento: ecco un resoconto degli incontri

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il primo cetorino “targato” del Mediterraneo

27 Febbraio 2008

Il video del primo (e per ora anche unico!) squalo elefante mai “targato” nel nostro mare!

Sarà stata la spinta di Gerry Scotti, sarà stato lo squalo elefante catturato in Sicilia, sarà chissà cosa, ma da qualche giorno a questa parte le pagine più lette di questo sito sono quelle del cetorino. E quindi mi è venuto in mente di mostrarvi un momento importante e spettacolare dell’Operazione Squalo Elefante, pur se è successo un paio di anni fa.

Nel 2006 avevamo infatti ricevuto decine di segnalazioni di cetorini “a spasso” per le acque sarde. Così dopo tre giorni di pedinamenti nelle acque del Parco di La Maddalena, Simona Clò (CTS Ambiente) ed io (MedSharks) abbiamo finalmente scovato, fotografato, filmato e anche marcato: è la prima volta in Mediterraneo!

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il cetorino milionario

25 Febbraio 2008

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Record di accessi, ieri, su Shark News: oltre 7000 richieste di informazione sul cetorino. Merito di Gerry Scotti e di “Chi vuol essere milionario”!

La notizia è un po’ autocelebrativa, ma passatecela. Non capita certo tutti i giorni di avere 7233 accessi a Shark News, di cui 4002 solo per la pagina del cetorino!

Per fortuna ci ha pensato Alessandro a spiegare cos’era successo: nella puntata di ieri sera de “Il milionario” si è parlato di cetorini. Nel giro di un’ora il nostro sito è stato letteralmente bombardato di accessi, commenti e richieste di informazioni. Per noi che ci occupiamo di divulgazione è davvero una bella soddisfazione sapere di esser stati utili!

A questo punto credo proprio che gli scriverò per… arruolarlo, visto che grazie a lui così tanti italiani si sono interessati agli squali. Grazie Gerry!

PS - A proposito della lunghezza massima del cetorino, chiesta in trasmissione: le cifre sparate in giro (anche in trasmissione, pare!) sono molte: c’è chi parla di 12 e persino 15 metri! In realtà, stando a quel che dice la scheda FAO che è la più accreditata, il cetorino raggiunge al massimo i 10 metri di lunghezza. Niente male, comunque!

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follia: concime a base di squalo per super-zucche

20 Febbraio 2008

sharkfertilizer.jpg La follia viene dal Canada: concime di squalo fresco” (spinarolo, da quel che si legge) per ottenere zucche gigantesche.

Questa pagina web (foto qui accanto) fortunatamente non la vedrete più. E’ bastata una pioggia di email di protesta perché la canadese World Garden Import Export Ltd. ritirasse (almeno dal web, non sappiamo se dal commercio) il suo “concime di squalo fresco” (spinarolo, da quel che si legge) che, come recita il sito, è in grado di far crescere zucche gigantesche di 450 kg!

Lo spinarolo (leggi qui la scheda) è un piccolo squalo di poco più di un metro di lunghezza che vive in aque temperate in tutto il mondo. E’ una delle specie più richieste in Europa (in Inghilterra ci fanno il fish&chips, mentre in Italia è comune trovarlo al supermercato) ed è quindi pescata intensivamente. Ma siccome si riproduce molto lentamente, in quasi tutto il mondo è a rischio estinzione: in Atlantico è diminuito del 95%!! iucn_vu.jpgNel nord-est pacifico, dove vengono catturati gli spinaroli per concimare le zucche, la specie è stata classificata nella Lista Rossa delle specie a rischio di estinzione IUCN come “Vulnerabile”.

La follia è tale che voglio tradurvi ciò che era scritto sul sito:

Gli squali sono ricchi di nutrienti, minerali ed enzimi che vengono catturati nel concime e quindi utilizzati in molte applicazioni in agricoltura, sia commerciale che per uso domestico, sistemi tradizionale o idroponici, per il giardinaggio d’interni o esterni. Questo concime ha diverse carattersitiche: arricchisce il suolo per ottenere un raccolto più abbondante, aiuta la crescita dei microbi nel suolo e accelera i processi di decomposizione.”

La preparazione:

Gli Squali Freschi vengono pescati giornalmente dalla nostra flotta. Una volta catturati, vengono subito sfilettati e preparati per il consumo umano. Dopo aver rimosso i filetti, il resto dello Squalo Fresco è immediatamente lavorato per produrre il concime utilizzando un processo a freddo (idrolisi) per liquefare il fertilizzante e far sì che non si perdano tutte le vitamine, i minerali e gli enzimi naturali. Crediamo che la freschezza del pesce si rifletta nella qualità del nostro concime. Utilizziamo esclusivamente una specie di squalo, lo spinarolo. Questo rende la qualità del nostro concime superiore a quella di altri prodotti sul mercato. “

Essendo una specie commerciale, è una delle poche specie per cui esistano dati da lungo tempo. Per darvi un quadro della situazione:

- nel Nord-Est Atlantico c’è stato un crollo superiore al 95%

- declino del 75% delle femmine in appena 10 anni nel Nord-Ovest Atlantico

- declino anche nella parte meridionale del nord-est pacifico, mentre sembra stabile in Alaska

- gli unici dati sul Nord-ovest Pacifico riguardano il Giappone, dove le quantità sbarcate sono diminuite di circa l’80–90% dalla metà degli anni ‘70 alla fine degli anni ‘90

- in Mar Nero un declino superiore al 60%

 

 

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le autostrade degli squali

18 Febbraio 2008

Ottimi articoli di Repubblica oggi e del Messaggero sugli squali, notizia rilanciata anche dalle tv!

L’occasione è il congresso della Società Americana per l’Avanzamento della Scienza (Aaas) in corso a Boston dove si è parlato della loro sparizione da tutti i mari (altre 8 specie verranno inserite nella Lista Rossa delle specie a rischio estinzione - ne parleremo più diffusamente in un prossimo articolo) e delle migrazioni degli squali. Gli squali, infatti, viaggiano in mare come su autostrade sottomarine punteggiate di “aree di sosta” e di “cafè”.

Gli articoli sono interessanti e si basano sul comunicato dell’AAAS “Autostrade sottomarine e punti di sosta” che trovate qui.

Ancora due parole sulle ricerche citate. Del Great White Shark Café, punto d’incontro per squali bianchi in mezzo al Pacifico, vi avevamo già parlato qualche settimana fa.

gli spostamenti dello squalo martelloMa anche gli squali martello migrano seguendo tappe ben precise, che nel Pacifico toccano isole e montagne sommerse dal Messico all’Ecuador. Come la celeberrima El Bajo, in Messico, dove si radunano a migliaia in estate - non per cacciare, ma come punto di sosta e probabilmente d’incontro. Le zone di caccia, infatti, sono lontane e gli squali le raggiungono ogni notte seguendo rotte ben precise (clicca sull’immagine).

Come fanno a orizzontarsi di notte, sul fondo del mare? Seguendo le “autostrade magnetiche” tracciate dalle anomalie del sistema magnetico terrestre: lo ha dimostrato Peter Kimley, ricercatore americano del laboratorio di Biotelemetria dell’Università di California Davis, che studia i martello da più di vent’anni. Qui il riassunto di un suo lavoro scientifico del 1984 (”Diel movement patterns of the scalloped hammerhead shark (Sphyrna lewini) in relation to El Bajo Espiritu Santo: a refuging central-position social system”).

Gli squali martello sono stati inseriti nella Lista Rossa 2008 delle specie a rischio di estinzione.

Questi animali non vivono ovunque, ma si concentrano sulle montagne sottomarine o le isole oceaniche” ha spiegato Klimley nel corso del congresso: “Per questo l’istituzione di riserve marine in queste zone potrebbe aiutare molto la protezione di questa specie“.

Se volete approfondire: l’interessante intervista del National Geographic a Peter Kimley , un’altra più generica della PBS e infine una chicca: un fantastico articolo di Klimley (del 2005) sul Scientific American sulle montagne sottomarine.

Klimley ha scritto anni fa un libro: “The secret life of Sharks”. Molto interessante! Lo trovate qui su Amazon.

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crema di squalo

11 Febbraio 2008

Alzi la mano chi sapeva che nelle creme di bellezza si trova l’olio di fegato di squalo. Io no - e son contenta di sapere che, da quest’anno, alcune creme non ne conterranno più.

Il prodotto in questione si chiama “squalene“, è un olio meno denso dell’acqua ed è utilizzato come emolliente in vari prodotti cosmetici - creme, lozioni e gloss. Il fegato degli squali ne è ricco perché, non avendo la vescica natatoria, questo liquido più leggero dell’acqua li aiuta a non affondare. Lo squalene è stato isolato per la prima volta qualche decina di anni fa dal fegato dello spinarolo e per questo è stato chiamato squalene. Ma si è scoperto poi che è presente in molti vegetali (germe di grano, crusca di riso, olive): lo squalene di origine vegetale ha le stesse qualità ed è meno costoso di quello animale.

Ora, come si può leggere su questo articolo del Guardian o su questo del Daily Telegraph, la Unilever deciso di eliminare lo squalene di origine animale nei suoi prodotti per sostituirlo con quello di orgine vegetale. La produzione è già iniziata e comincerà ad arrivare nei negozi il prossimo aprile. E’ una grande vittoria dell’associazione ambientalista Oceana, che ha a lungo condotto indagini per capire le dimensioni di questo commercio (tra le 1000 e le 2000 tonnellate l’anno in tutto il mondo) e l’origine degli squali da cui veniva estratto lo squalene.

Gli squali abissali (cioè che vivono fra i 300 e i 1500 metri) sono particolarmente ricchi di questo olio (in alcuni il fegato rappresenta un terzo del peso totale). Questi squali però, come tutti i pesci abissali, crescono molto lentamente e sono particolarmente vulnerabili a una pesca intensiva. Alcuni sono a rischio di estinzione e inseriti nella Lista Rossa IUCN delle specie a rischio. La ICES, comunità scientifica di oltre 1600 scienziati di 20 nazioni e consulente dell’UE, già nel 2005 chiedeva di interrompere la pesca agli squali di profondità perché gli stock sono esauriti (qui il comunicato stampa).

Anche altre società hanno smesso di usare (o non hanno mai utilizzato) l’olio di fegato di squalo nei loro prodotti: secondo Oceana sono l’Oreal, Beiersdorf (Nivea), LVMH, Henkel, Boots, Clarins, Sisley e La Mer (marchio Estée Lauder).

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…e lo squalo saltò a bordo

10 Febbraio 2008

E’ uno dei video più visti della settimana, secondo Repubblica. E ti credo, visto il titolo e la molto sommaria spiegazione di quanto è accaduto in Sud Africa (”Attimi di apprensione per una comitiva di turisti. Infatti uno squalo di 3 metri è saltato sopra la poppa del battello. Poi è tornato in mare“). Questo squalo (un mako, direi) non è certo saltato a bordo per caso… come si vede alla fine del video, era stato catturato!

I mako sono famosi per i loro salti, quando vengono allamati (guarda anche questo altro video).

Il video è in tedesco e non capisco nulla (sono in attesa di traduzione, ma se nel frattempo qualcuno di voi volesse spiegarci cosa raccontano i due signori…), ma la cosa più probabile è che sia atterrato a bordo mentre saltava per cercare di liberarsi. Certo, una bella sorpresa per i turisti!!

hanno eliminato il video di you tube, ma è ancora disponibile su Repubblica

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squalo (AirFrance) mangia Alitalia

10 Febbraio 2008

carnevale di Somma LombardoAncora follie, questo week-end, ma finalmente una follia divertente: il carro vincitore del carnevale di Somma Lombardo (Varese) rappresenta uno squalo - l’Air France - che divora l’Alitalia. Lo riferisce Varese News.

Il carro “squalo mangiAlitalia”, fatto a mano dai cittadini di Somma Bassa, è lungo 7 metri per 4 metri d’altezza, realizzato con reti metalliche, farina, colla, acciaio e cartapesta. A contorno anche l’equipaggio: quattro piloti, una hostess e 14 bambini vestiti da nuvolette.

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follie: maserati in pelle di squalo

9 Febbraio 2008

E’ il sabato delle follie. Dopo aver scovato altre scarpe di squalo ora questo…

Nella mostra Scrigno - tesori d’Italia dall’8 al 10 febbraio in mostra una Maserati e una Fiat 500 della follia.

Sono verniciate in oro 24k, hanno il cruscotto in madreperla, pomello del cambio in cristalli Swarovski, tappetini in cachemire e rivestimenti in struzzo - ordinabili anche con pelli di coccodrillo, serpente, razza, lucertola o squalo.

Senza parole, e stavolta neanche tanto per gli squali.

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follie: ci risiamo, ancora scarpe di squalo

9 Febbraio 2008

Se anche tu in campo vuoi assomigliare ad uno squalo, questo è il prodotto che fa per te.”

Speravamo che l’iniziativa della casa italiana di cui vi avevamo parlato in passato fosse isolata. E invece purtroppo no… La Kelme ha messo in produzione una serie di scarpe da football con pelle di squalo che garantirebbe miglior presa e resistenza.

Ovviamente è fabbricata in Spagna, uno dei maggiori paesi al mondo responsabili della pesca allo squalo.

Vi metto il link alla Kelme solo per mostrarvi la loro follia - ma promettete di non ordinare nulla, eh?

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liberato in mare uno squalo bianco

7 Febbraio 2008

squalo bianco acquario MontereyE’ tornato in libertà il giovane squalo bianco che da cinque mesi nuotava nell’acquario di Monterey Bay, in California.

Dopo 162 giorni passati nel magnifico acquario americano, dov’è più che raddoppiato di peso passando da 30 a 70kg, il piccolo ha iniziato a dare segni di irrequietezza (è stato visto saltare sulla superficie della vasca!). A quel punto la decisione: lo squalo doveva tornare in libertà, così com’è accaduto in passato per gli altri due esemplari della stessa specie tenuti in cattività dall’acquario.

Prima del rilascio i ricercatori hanno piazzato sul corpo dell’animale due tag satellitari che permetteranno di seguirne gli spostamenti. Il primo raccoglierà i dati per i prossimi 8 mesi, il secondo per i successivi 5. p_2007_topp_map1.jpgI dati saranno interessanti per comprendere meglio le abitudini di questa specie, che abbiamo iniziato a conoscere davvero solo da pochi anni.Grazie alla marcatura satellitare, infatti, si è scoperto che, lungi dall’essere un animale costiero come si era sempre creduto, lo squalo bianco passa lunghi mesi in mare aperto. Gli squali californiani, ad esempio, in primavera si trasferiscono in una zona remota dell’Oceano Pacifico, soprannominata dai ricercatori il White Shark Cafè. A lato il tracciato percorso di un altro piccolo squalo bianco, rilasciato dell’acquario dopo 137 giorni.

Il Monterey Bay Aquarium è l’unico acquario che sia riuscito a mantenere nelle sue vasche questa specie per più di due settimane. Qui una serie di FAQ sul loro progetto squalo bianco.

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capopiatto filmato a 1000 metri!

6 Febbraio 2008

Fanno un po’ ridere i vari “Oh my God!!!” del commento… ma non è difficile comprendere l’eccitazione dei ricercatori nell’osservare un bel capopiatto di quasi cinque metri a 1000 metri di profondità.

Lo squalo è stato ripreso nell’agosto 2006 da un sottomarino da ricerca sui fondali dell’isola Molokai, nelle Hawaii, e recentemente messo su YouTube. Articolo sull’Honolulu Star Bulletin con maggiori particolari, in inglese.

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squali al mercurio

5 Febbraio 2008

fishing_140.jpgGli squali sono davvero pericolosi. Da morti, però: le loro carni, infatti, contengono alte concentrazioni di mercurio. La notizia non è nuova ma è tornata di attualità dopo che il New York Times ha fatto analizare cibi serviti in 20 ristoranti di NY trovando livelli di mercurio molto al di sopra della norma. Non si trattava di squali, ma il discorso non cambia: tutti i grandi predatori marini, squali inclusi, accumulano nei loro tessuti una gran quantità di contaminanti.

Cosa può succedere - Queste sostanze sono potenzialmente pericolose per chi le ingerisce: il mercurio, infatti, può portare alterazioni nello sviluppo cerebrale dei bambini e neurologiche e cardiovascolari negli adulti (qui un altro articolo del NYT sull’argomento, in inglese). Perché ciò avvenga, ovviamente, deve essere ingerito in quantità massicce, non certo quelle contenuto in una singola porzione di pesce. Il discorso è diverso, però, se si consuma regolarmente pesce contaminato.

ciclo del mercurioPerché si trova mercurio nei pesci - I pesci di grossa taglia e al vertice della piramide alimentare - come tonni, squali e pescispada - accumulano nella loro vita grandi quantità di metilmercurio senza riuscire a smaltirle (clicca sull’immagine per scoprire come il mercurio arrivi nei pesci). C’è di più: i pesci del Mediterraneo hanno livelli spesso particolarmente elevati visto che il nostro mare, oltre all’inquinamento dovuto alle “normali” (!) attività dell’uomo, ha anche quello determinato dalle tante miniere di mercurio, tipo il Monte Amiata, che scaricavano residui nel bacino

Quanto ce n’è - Squali, tonni, pescispada e qualche altra specie possono, secondo la normativa UE, contenere fino a un massimo di 1 milligrammo per kg di metilmercurio (il doppio di quanto consentito in altre specie). I controlli rivelano però che a volte vengono messe in vendita partite di squali con livelli di contaminazione molto oltre la norma. Alcuni vengono intercettati, segnalati e ritirati, come il caso di una partita di mako con livelli di mercurio quasi 5 volte superiori alla norma (4.71 mg/kg, segnalazione del 29 maggio) o di verdesca con 1,24 mg/kg (17 settembre) - si tratta dei dati forniti dalla Commissione Europea rintracciati grazie al sito Sicurezza degli alimenti. In questo documentato rapporto sul mercurio nelle specie ittiche, del Centro Interdipartimentale di Ricerca e documentazione sulla Sicurezza alimentare, si riporta una ricerca del 2003 sulla valutazione dei livelli riscontrati nel tessuto muscolare di specie ittiche del Mar Adriatico: nel 42% delle razze i livelli totali di mercurio superavano i livelli massimi stabiliti dalla Commissione Europea.

Recentemente una parlamentare della Rosa nel Pugno, Donatella Poretti, ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministro Turco per sapere quali controlli siano effettuati in Italia sui prodotti di pesca, e con quali i risultati (la notizia è stata pubblicata il 4 febbraio).

poster dei pesci al mercurioIn conclusione - Mangiare pesce fa bene. E’ possibile consumare anche quelli più contaminati, ma solo saltuariamente. Chi non dovrebbe invece ordinarne affatto sono le donne in gravidanza e i bimbi, come raccomanda la Food and Drug Administration americana: elevati tassi di mercurio nel sangue dei neonati o dei bimbi possono danneggiare lo sviluppo del loro sistema nervoso. Ed è ironico pensare che invece sono proprio gli squali (e cioè palombo, spinarolo, verdesca etc) a esser serviti con più tranquillità dalle mamme, per il solo fatto di esser senza spine!

Ritorneremo sull’argomento: abbiamo infatti chiesto un approfondimento ai ricercatori dell’Università di Siena, impegnati da anni a studiare l’accumulo di queste sostanze negli organismi marini.