Archivio per la categoria ‘news’

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una speranza per smeriglio e spinarolo?

4 Luglio 2008
smeriglio

Proposto da Belgio, Olanda e Francia l’inserimento di questi due squali (Criticamente Minacciati di estinzione in Europa) nella lista delle specie migratorie da proteggere. Se ne discuterà a dicembre.

L’UE comincia a muoversi in difesa degli squali. Ieri Belgio, Olanda e Francia hanno proposto l’inserimento di smeriglio e spinarolo  – due specie di interesse commerciale considerate “Criticamente in Pericolo” di estinzione nelle acque europee - nella lista della Convenzione sulle Specie Migratorie (CMS). Se la proposta venisse adottata (si discuterà alla riunione CMS in dicembre), queste due specie dovrebbero diventare oggetto di iniziative di cooperazione internazionale per la loro protezione.

da elasmodiver
spinarolo, foto elasmodiver

La proposta del Belgio ha ricevuto il consenso unanime degli altri stati UE e della Commissione Europea. Il Comitato Scientifico della CMS, in effetti, ha evidenziato 35 specie di squali che potrebbero essere inclusi nel CMS, mentre per il momento solo lo squalo elefante, il bianco e lo squalo balena sono inclusi.

“Trattati internazionali sulla fauna selvatica come il CMS sono strade importanti e appropriate da seguire nello sviluppo di misure di conservazione degli squali e affiancano, potenziandole, le azioni di gestione della pesca” ha continuato la Fordham.  “Smeriglio e spinarolo, che compiono lunghe migrazioni e sono stati ridotti dalla pesca intensiva a livelli critici, sono i canditati ideali per l’inclusione nella convenzione CMS. In aggiunta alle regolamentazioni nazionali e regionali della loro pesca, i CMS può segnalare la necessità di dare priorità alla gestione di queste specie e, soprattutto, per promuovere misure di protezione in ogni mare dove essi si muovono durante le loro migrazioni.

…Speriamo solo che a dicembre la proposta venga adottata e che si apra per smeriglio e spinarolo un ombrello sicuro che li protegga durante le loro migrazioni.

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gli squali del Mediterraneo fanno il giro del mondo

12 Giugno 2008

Strepitosa la diffusione che ha avuto, e sta ancora avendo, la notizia della scomparsa dei grandi predatori dal Mediterraneo. Speriamo che i nostri politici capiscano che è ora di fare qualcosa…. E se non lo capiscono da soli, ci pensiamo noi con la nostra petizione: salvate i nostri squali!

Stampa internazionale / International press coverage of the Lenfest report on Med Sharks decline

Stampa italiana / Italian press coverage :

Altri / Other:

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SOS squali: la scomparsa dei grandi predatori del Mediterraneo

11 Giugno 2008

Uno studio italo canadese pubblica cifre raggelanti: negli ultimi duecento anni il 97% di verdesche, squali volpe, squali martello, mako e smeriglio è sparito dal Mediterraneo. Dobbiamo convincere i nostri ministri a far qualcosa: firma anche tu la petizione! (foto Oceana)

Immaginate di cancellare quasi completamente i leoni dall’Africa. Cosa succederebbe a zebre, antiolopi e gazzelle, che con i leoni condividono la savana? Gli animali più deboli continuerebbero a vivere - così come i malati, che in breve tempo contagerebbero gli animali sani. Per non parlare di tutte quelle bocche in più da sfamare: troppe zebre, troppe antilopi, troppe gazzelle si contenderebbero lo stesso filo d’erba, la stessa preda, lo stesso spazio che, se prima era sufficiente per sfamare un certo numero di animali ora, con numeri gonfiati a dismisura dalla mancanza di predatori, non lo è più. I cambiamenti dell’ecosistema, insomma, sarebbero notevoli, e le conseguenze pesanti.

Trasferiamoci al mare. Prendete alcuni dei grandi squali predatori: il martello, lo squalo volpe, il mako, lo smeriglio, la verdesca. E cancellatene il 97%: perché tanti sono gli squali scomparsi in Mediterraneo negli ultimi 200 anni secondo un team di ricercatori italo-canadesi che ha appena pubblicato sulla rivista scientifica Conservation Biology (qui il lavoro in inglese, qui un riassunto in italiano). Cosa succede al mare eliminando la quasi totalità dei grandi predatori? Gli effetti si fanno sentire sulle loro prede - e le prede delle loro prede, le cui popolazioni si modificano in modo imprevedibile. Ma certo.

Cosa ha portato allo sterminio di massa i grandi squali mediterranei? Come sempre l’uomo, attraverso la pesca (diretta o indiretta) e le profonde modifiche che ha inferto all’ambiente stravolgendo le zone di accrescimento e di riproduzione degli squali. Gli squali, infatti, crescono lentamente e generano pochi piccoli solo dopo molti anni e, semplicemente, non riescono a riprodursi abbastanza velocemente per rimpiazzare i milioni di squali pescati quotidianamente.

Questo rapporto sottolinea l’urgenza di far qualcosa prima che sia troppo tardi - sempre che si sia ancora in tempo, visto che queste specie sono “funzionalmente estinte”. E ora abbiamo una grande opportunità: a fine anno l’Unione Europea scriverà il primo piano di gestione della pesca agli squali. Lo discuteranno i ministri della pesca di tutti i paesi a Bruxelles. Se vuoi chiedere anche tu al ministro Zaia di impegnarsi per la protezione degli squali mediterranei ed europei, firma la petizione!

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Tutta colpa di Fiorello!

10 Giugno 2008

“Salta” dal Tg1 delle 20 il servizio sugli squali per colpa di Fiorello, spostato a oggi, mercoledì11, alle 13.30.

Va bene, lo ammetto. Ci sono rimasta proprio male. Aspettavo la notizia alla quale avevamo lavorato tutto il giorno (beh, non solo per il Tg1 ma anche per l’Ansa, Reuters, il Corriere, RDS, Le Monde, the Times, the Guardian, la BBC………) …. e invece non è arrivata. Una telefonata della giornalista ha chiarito il mistero: il collegamento con Fiorello che parlava degli europei di calcio aveva rubato lo spazio dei nostri squali e quello di un altro servizio.

Uffa!

Però niente problemi: il servizio andrà in onda domani sul tg1 delle 13.30. E sul sito del tg1. Insomma, domani si parlerà molto di squali in Italia, perché alle 11 presenteremo un rapporto sullo stato degli squali in Mediterraneo redatto da un team di ricercatori italo-canadesi. Di cosa si parla?

Del fatto che gli squali in Mediterraneo negli ultimi duecento anni sono diminuiti in modo terrificante.

Ne parliamo domani!

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Shark Alliance incontra il Ministro UE Borg

3 Giugno 2008

Il 27 maggio una delegazione della Shark Alliance ha incontrato il Commissario Europeo per la pesca, Joe Borg.

Il Commissario è una nostra “vecchia” conoscenza: a lui abbiamo consegnato lo scorso anno oltre 20.000 firme di cittadini europei per sollecitarlo a preparare il piano d’azione europeo sugli squali (Community Plan of Action, CPOA). Detto, fatto: dopo poco tempo il suo ufficio ha preparato una bozza del piano che è stata poi successivamente aperta ai commenti del pubblico. Preso atto dei suggerimenti dei cittadini, la bozza è stata modificata e verrà a fine anno discussa dai Ministri della Pesca di tutti i paesi europei.

L’incontro, durato un’ora e mezza, ha permesso alla Shark Alliance di verificare e discutere con il Commissario la direzione che sta prendendo il CPOA e le opportunità per mettere in atto subito misure di conservazione e gestione degli squali.

L’incontro - raccontano Sonja Fordham (Ocean Conservancy), Uta Bellion (Pew) e Ali Hood (Shark Trust) della Shark Alliance - è stato molto amichevole. Il Commissario Borg ha dichiarato che, personalmente, è a favore del rafforzamento del regolamento sul finning e a seguire le indicazioni degli scienziati per la definizione delle TAC, le quote di cattura degli squali (però guardate com’era andata a finire lo scorso anno….). Naturalmente, c’è differenza fra quel che lui PERSONALMENTE pensa e poi quel che invece realizzerà la Commissione dei Ministri della Pesca…

Proprio per questo abbiamo lanciato la petizione per la protezione degli squali: dobbiamo mettere sotto pressione il ministro Zaia, che a fine anno discuterà per conto nostro il CPOA insieme agli altri Ministri europei. Se non hai ancora firmato, vai subito! E passaparola…. Dopo tre settimane siamo già a quota 1200 firme.

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A che punto siamo con le firme…

3 Giugno 2008

Abbattuta di slancio la barriera dei 3000 grazie all’intervista di Simona Clò su La7 in Missione Natura in cui si parla della situazione degli squali in Mediterraneo e dei progetti di ricerca MedSharks/CTS.

GRAZIE a tutti quanti hanno firmato e a voi che, come gli straordinari Danilo & Margherita “responsabili” ormai di centinaia di firme, attraverso il passaparola, avete messo energie ed entusiasmo per far conoscere ai vostri amici il problema degli squali e offerto loro il modo di aderire alla nostra iniziativa. Grazie! Andate a leggervi tutti gli altri commenti: ironici, indignati, accorati, sempre appassionati.

La metà dei firmatari ha firmato grazie alla segnalazione di amici. Fondamentale, insomma, è il passaparola. E allora… ci impegnamo tutti a segnalare la petizione ad almeno 5 persone ciascuno?

Ecco di nuovo il link per la petizione: www.medsharks.org/firmaperglisquali.html Passaparola!! :-)

Oltre al passaparola, un fantastico veicolo di diffusione della petizione è stata ed è ancora Missione Natura (la trasmissione de La7, seguita da un numero elevatissimo di fan sfegatati - leggere il blog per credere!) seguita da Geo&Geo. Fondamentale l’apporto di AgireOra, i cui associati hanno inviato centinaia di adesioni. Da un paio di mesi l’invito a firmare rimbalza su forum come Poverosub.it, Scubaportal.it Acquariofilia.biz e Gommonauti.it, tam tam di circoli e associazioni come il Sub Rimini Gianni NeriVerdeAcqua di Milano. Pare la notizia sia passata addirittura  su Radio Capital!

Grazie a tutti quanti hanno firmato e a tutti quelli che verranno da qui ai mesi a venire! La petizione, infatti, andrà avanti fino a fine dell’anno.

E’ solo alla vigilia della riunione dei Ministri della Pesca UE per la definizione del Piano d’Azione europeo per gli squali che consegneremo tutte le firme al nostro Ministro. Sarà quello il momento in cui i Ministri di alcuni paesi con forti interessi in questo campo (Spagna e Portogallo in testa) cercheranno di “annacquare” le misure di protezione. Ed è a questo punto che l’interessamento del nostro Ministro per la pesca potrà influire sul risultato finale. Non avendo grandi interessi italiani da difendere in questo campo, potrebbe decidere di “scambiare dei favori” oppure, avendo in mente le migliaia di italiani che speriamo si uniscano a noi, potrà decidere di intervenire con forza per proteggere questi animali.

Non hai ancora firmato? Fallo subito cliccando qui!

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l’invasione degli squali elefante - in Irlanda

2 Giugno 2008

Un fine settimana sensazionale, questo appena passato, per i diportisti irlandesi: lungo le coste occidentali della contea di Cork sono arrivati gli squali elefante. E sono anche tanti: 25-30 stando a quanto riporta il quotidiano irlandese Irish Examiner. Conferma il sito del Basking Shark Project: le segnalazioni cominciano a piovere da molti luoghi in tutto il Regno Unito: Dorset, Devon, Cornwall, l’isola di Man, Eire, l’Irlanda del Nord e la Scozia (nel video qui sotto alcune riprese di repertorio in acque inglesi).

Beati loro!!! MedSharks li studia nel nostro mare nell’ambito della Operazione Squalo Elefante. La nostra attesa, quest’anno in Sardegna, è stata lunga e vana: dopo essere comparsi un mese in anticipo, sono poi riapparsi col contagocce e in luoghi sempre diversi, ciò che ci ha impedito di poterli osservare e fotografare

Per saperne di più leggi la scheda di questo squalo gigantesco, che raggiunge i 9 metri di lunghezza per quasi 4000 kg di peso. Un gigante che filtra fino a 2000 tonnellate di acqua all’ora per filtrare i gamberini di cui si nutre!

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l’Europa e gli squali

21 Maggio 2008

L’Europa è fra i principali responsabili della pesca e della scomparsa degli squali non solo nelle nostre acque, ma in quelle di tutto il mondo. Ne abbiamo pescati troppi, e troppi continuiamo a pescarne. Esistono pochi limiti specifici alla pesca di squali e razze, e per questa ragione le popolazioni di squali europee sono fra le più compromesse al mondo. Un terzo delle specie europee è a rischio estinzione, percentuale che in Mediterraneo sale a uno spaventoso 42%.

Gli squali europei - Nelle acque europee si trova una grande varietà di pesci cartilaginei: dalle razze che popolano i fondali sabbiosi ai velocissimi squali oceanici, dalla curiosa chimera al grande squalo bianco. Sono circa 70 le specie di squali, una cinquantina le razze e sette le specie di chimera che nuotano nel gelido Mare del Nord come nelle calde acque mediterranee, dagli estuari agli abissi. Anche le dimensioni variano moltissimo, dai piccoli palombi, lunghi meno di un metro, all’immenso squalo elefante che può sfiorare i 10 metri di lunghezza. Un terzo però è a rischio di estinzione e rischia di scomparire perché peschiamo troppo e male, e non esiste (ancora) un serio regolamento sulla pesca di questi animali.

Chi e quanti ne pesca - La Spagna nel 1997 ha dichiarato la maggiore quantità di catture di squali al mondo. Secondo i dati della FAO (universalmente noti per essere sottostimati), nel 2004 i paesi europei hanno catturato quasi 115.000 tonnellate di squali (comprese razze e chimere). Quasi la metà è opera della Spagna (45%), seguita dalla Francia (18%), dal Regno Unito (14%) e dal Portogallo (10,5%). Secondo i rapporti, il 91% delle catture europee proviene dal Nord Atlantico.

Come li peschiamo? In alcuni casi le flotte deliberatamente cacciano questi animali, in altri li catturano accidentalmente nella pesca al tonno e pescespada. Molti squali vengono pescati, privati delle pinne e poi rigettati a mare (è la pratica detta “finning”) per lasciar spazio a prede le cui carni hanno più valore. Considerato ovunque come una pratica insostenibile, il finning è stato proibito in molti paesi mentre la legge europea è fra le più ambigue e permissive al mondo.

Cosa ci facciamo? In parte li mangiamo, in parte li spediamo in Asia per la prodzione di zuppa di pinne di pescecane. Ma noi europei, italiani in testa, siamo ghiotti di squalo: in particolar modo di spinarolo, palombo, gattuccio, smeriglio e razza. Catturandone pochi nelle nostre acque (le catture sono crollate negli ultimi anni, semplicemente perché non ce ne sono più), nel 2005 l’Italia è diventata la 5° nazione al mondo per importazione di questi animali, dietro a Spagna, Corea del Sud, Cina e Messico.

Qual’è il problema? E’ che gli squali non sono in grado di reggere ritmi di pesca così elevati. Passano molti anni, anche 20-25, prima che inizino a riprodursi e fanno un numero molto limitato di piccoli. Per questo la pesca intensiva cui sono sottoposti, diretta o accidentale che sia, li sta decimando: gli squali rimasti in libertà non riescono a riprodursi a ritmi sufficientemente elevati per sostituire gli squali catturati.

Esistono delle regole? Sono poche restrizioni alla pesca degli squali in acque europee. E il paradosso è che quei pochi limiti che vi sono (come nel caso delle quote fissate lo scorso anno), sono fissati a livelli comunque insostenibili per gli squali. Non lo dicono gli ambientalisti, ma gli stessi esperti interpellati dall’UE in materia. E, visti ritmi lentissimi di riproduzione degli squali, le conseguenze di un errata gestione delle popolazioni di squali si fanno sentire rapidamente, e necessitano di molti decenni per essere corrette.

Per saperne di più leggi “Shark Alert”, una pubblicazione della Shark Alliance che trovi qui e puoi scaricare in inglese, francese e spagnolo

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ami salva-squali in futuro?

21 Maggio 2008

Trovata forse la soluzione per evitare che gli squali finiscano nei palangari dedicati a tonni e pescispada? Forse, anche se ci vorrà ancora tempo e lunghe sperimentazioni. Ma il risultato è promettente e importante, perché il by-catch, la cattura accidentale in attrezzi di pesca dedicati ad altre specie, è la principale ragione di mortalità degli squali in tutto il mondo e soprattutto in Mediterraneo (guarda il video). I numeri sono impressionanti: si stima infatti che dagli 11 ai 13 milioni di squali finiscano accidentalmente nelle reti, in numero spesso superiore a quello delle specie per cui si è dispiegato l’attrezzo di pesca. Anche per i pescatori il by-catch è un problema, visto che riduce l’efficacia dei loro attrezzi di pesca.

Ma cos’hanno scoperto i ricercatori americani del NOAA? Che gli squali plumbei [scheda su questo squalo, studiato da MedSharks in Mediterraneo] evitano alcune leghe di metallo, che reagiscono con l’acqua salata producendo un campo elettrico che li disturba (qui il comunicato stampa del NOAA). La presenza del “palladium neodymium” [non chiedetemi di tradurvelo perché non ne ho idea - c'è qualche chimico fra noi che possa aiutarci?] altera chiaramento il nuoto degli squali e ne inibisce temporaneamente l’alimentazione. Il campo elettrico generato dal metallo a contatto con l’acqua salata è infatti probabilmente così intenso da disturbare i delicati e sensibilissimi sensi dello squalo.

I singoli individui di squalo plumbeo non si avvicinavano mai a meno di mezzo metro dal blocco di metallo, né si cibavano delle esche che vi erano appese a una ventina di centimetri di distanza” ha spiegato Richard Brill, ricercatore del NOAA e responsabile del Cooperative Marine Education and Research (CMER) Program al Virginia Institute of Marine Science. “Lo studio dimostra chiaramente che questa lega può agire come repellente per gli squali nei palangari pelagici. E’ un primo passo molto promettente, anche se ora bisogna studiare le dimensioni ottimali e la forma da dargli e, soprattutto, testarlo in mare aperto e non solo in laboratorio“.

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intervista a Simona Clò su Geo&Geo (video)

20 Maggio 2008
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trigone gigante… d’acqua dolce!

15 Maggio 2008

Dieci persone per sollevarlo: era davvero impressionante questo trigone d’acqua dolce pescato nel Bang Pakong River a Chachoengsao, in Tailandia.

L’eccezionale preda è stata fotografata dal biologo Zeb Hogan, dell’Università del Nevada, responsabile del progetto “ Megafish” del National Geographic che si prefigge di documentare i 20 pesci più grandi d’acqua dolce del mondo.

Grande sopresa per il biologo, che aveva passato un’intera settimana sul fiume Mekong, in Cambogia, cercando senza fortuna proprio questo animale. Il trigone d’acqua dolce è infatti una specie minacciata d’estinzione e inserita nella categoria Vulnerabile della Lista Rossa IUCN.

Il gigante catturato in Tailandia era una femmina, e subito dopo la cattura ha dato la luce a un piccolo, che dopo la nascita è rimasto attaccato alla madre

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E siamo a 300!!!

14 Maggio 2008

Oggi, 14 maggio, alle 13 è arrivata la firma n.300 per la nostra petizione per gli squali. Un ottimo risultato ottenuto in pochi giorni “solo” con il traino di Missione Natura, che ha mostrato il documentario SharkWater. L’appello è poi rimbalzato su forum come Poverosub.it, Scubaportal.it e Gommonauti.it, il tam tam di circoli e associazioni sub come il Sub Rimini Gianni Neri, e addirittura un passaggio su Radio Capital.

Mr300 è Alberto Gallucci, di Milano, che alla sua firma allega anche questo messaggio: “Questa petizione è sacrosanta. Non credo che il problema principale nei mari italiani sia il finning, ma le reti che intrappolano squali per errore e l’utilizzo di carne di squalo nei ristoranti, spacciata con nomi diversi a seconda delle regioni. Sono cose delle quali non sentiamo il bisogno.(leggi tutti i commenti)

Grazie Alberto, agli altri 299… e a tutti quelli che verranno da qui ai mesi a venire! La petizione, infatti, andrà avanti fino a fine dell’anno.

E’ solo alla vigilia della riunione dei Ministri della Pesca UE per la definizione del Piano d’Azione europeo per gli squali che consegneremo tutte le firme al nostro Ministro. Sarà quello il momento in cui i Ministri di alcuni paesi con forti interessi in questo campo (Spagna e Portogallo in testa) cercheranno di “annacquare” le misure di protezione. Ed è a questo punto che l’interessamento del nostro Ministro per la pesca potrà influire sul risultato finale. Non avendo grandi interessi italiani da difendere in questo campo, potrebbe decidere di “scambiare dei favori” oppure, avendo in mente le migliaia di italiani che speriamo si uniscano a noi, potrà decidere di intervenire con forza per proteggere questi animali.

Quindi: firmate e passate parola!

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il vostro grido: salviamo gli squali!

13 Maggio 2008

Ecco alcuni dei commenti alla petizione…

Christina: Pochi “uomini” hanno il potere di cambiare le cose. Spero che abbiano gli strumenti e la forza di agire per il bene collettivo di ogni habitat che appartiene a questa terra.

Danilo “Gli squali stanno venendo massacrati in tutto il mondo e la loro popolazione si è ridotta del 90%, rischiano l’estinzione. Vengono uccisi 100 MILIONI di squali all’anno e l’ecosistema degli oceani e mari sta cambiando con conseguenze catastrofiche. Diamo il buon esempio e almeno in Italia e in Europa rispettiamo questo animale, il più antico della storia della terra, proteggiamolo e sensibilizziamo gli altri stati affinchè si vieti il FINNING, la pesca che uccide gli squali allo scopo di reciderne solo le pinne, ributtando in mare l’animale agonizzante.

Erica: La nostra vera ricchezza risiede nella varietà della vita, salvaguardare gli squali e l’ecosistema marino è un dovere nei confronti della terra e dell’umanità . Grazie del Vs. contributo. Tocca a Voi politici far sentire la nostra voce in quanto rappresentanti dei cittadini che vi hanno votato e si affidano a voi e in quanto abitanti voi stessi di un mondo che stiamo letteralmente distruggendo!

Gerardo: E’ ora per i paesi che si considerano “civili” di tutelare questi splendidi animali.

Roberto: Per favore intervenite in qualche modo. Lo squalo è uno degli animali più antichi, sopravvissuto per milioni di anni. Solo l’imbecillità dell’uomo lo sta distruggendo. Che il nuovo governo faccia qualcosa.

Valentina: Vi prego Squali: possiate un giorno perdonarci, noi poveri miseri uomini…
Stella: “Cerchiamo di esser più civili: proteggiamo gli squali. Regolamentiamo la loro pesca.

Leggi tutti i commenti qui

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oltre 150 firme in un paio di giorni!!

12 Maggio 2008

le firme alla petizione domenica 11 maggioFantastico! Sono oltre 150 e da tutta Italia le firme già raccolte per chiedere ai nuovi ministri dell’Ambiente e della Pesca di adoperarsi per proteggere gli squali. Continuate a firmare e invitate i vostri amici a farlo! E se prendi parte a forum, fai parte di club, circoli, associazioni o semplicemente hai un sacco di amici… passa parola!!! Ecco a scanso d’equivoci il link diretto alla petizione: http://www.medsharks.org/firmaperglisquali.html puoi copiarlo e incollarlo direttamente nella mail.

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firma anche tu!

11 Maggio 2008

Il traino di Sharkwater ha lanciato in grande stile la petizione per la protezione degli squali lanciata da MedSharks e tutte le associazioni della coalizione Shark Alliance. Sono più di un centinaio le firme già arrivate!

La petizione - Chiediamo ai Ministri Stefania Prestigiacomo e Luca Zaia - che esordiscono proprio in questi giorni rispettivamente come ministro dell’Ambiente e delle Risorse Agricole (responsabile per il settore Pesca) - di adoperarsi per la protezione degli squali.

Fra qualche mese, infatti, a Bruxelles i Ministri della Pesca dei paesi UE discuteranno la bozza del Piano d’Azione per la gestione degli squali. Si tratta, in pratica, di un piano di gestione e conservazione degli squali e razze europei ed è una cosa molto importante visto che i paesi europei sono fra i maggiori pescatori (Spagna e Portogallo in testa) e consumatori (Italia, soprattutto!!) di squali al mondo. E le nostre popolazioni di squali sono fra le maggiormente compromesse al mondo: un terzo delle specie europee sono a rischio estinzione, percentuale che in Mediterraneo sale al 42%.

Ora che si sta mettendo a punto la bozza del Piano d’Azione Europeo per gli squali, i Ministri hanno una grande opportunità per migliorare lo stato delle nostre popolazioni di squali e della pesca.

Per questo li esortiamo ad intervenire affinché la versione finale del Piano d’Azione dell’Unione Europea adotti misure precauzionali e recepisca i pareri scientifici, così da:

• ridurre significativamente le catture di squali
• proteggere le specie di squali e razze in pericolo d’estinzione
• promuovere un bando totale del finning

Firma anche tu QUI!

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stasera Sharkwater in TV (video)!

9 Maggio 2008

Stasera su La7 alle 21.10 all’interno di Missione Natura andrà in onda il documentario sugli squali Sharkwater. E’ un documentario molto interessante che racconta non solo la straordinaria bellezza di questi animali ma documenta in modo puntuale i problemi che devono affrontare. Guarda il trailer qui sotto!

Stasera parte anche la petizione ai ministri dell’Ambiente e della Pesca affinché si adoperino per proteggere i nostri squali. Il testo lo trovate qui: e domani vi racconterò meglio di cosa si tratta..

Dal comunicato stampa de La7:

Gli squali sono creature straordinarie – racconta Vincenzo Venuto, biologo e presentatore del programma, che ha nuotato con loro in mare aperto – in questa puntata possiamo osservare da vicino le meraviglie della loro struttura fisica e i sensi super sviluppati: sono una macchina perfetta. Quello che tutti considerano un terribile assassino oggi però non è altro che una vittima. Secondo l’IUCN, l’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, il 42% delle specie di squali e razze del Mediterraneo è a rischio di estinzione. Si tratta della più alta percentuale al mondo. Per questo noi di Missione Natura abbiamo deciso di farci promotori in Italia della loro tutela”.

Cento milioni di squali sono uccisi ogni anno, spiegano ambientalisti e massimi esperti del settore, solo per alimentare il mercato illegale di pinne di pescecane. La crudele pratica del “finning” sottopone questi animali a una lenta agonia per prelevare solo il 5% del loro corpo, le pinne appunto, gettando a mare il resto. Un chilo di pinne di squalo può valere sul mercato 500 euro: si tratta di un’industria multimiliardaria. Gli scienziati affermano che molte specie di squalo potrebbero scomparire entro i prossimi 10 anni se non si ferma immediatamente questo tipo di pesca che viola leggi e trattati internazionali.

Nessuno vuole proteggere gli squali – afferma il giovane filmaker e protagonista Rob Stewart – tutti vogliono salvare i panda e gli elefanti, ma hanno paura degli squali. La verità è che sono proprio loro che dovrebbero avere paura di noi”.

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La7 sulla rotta degli squali

4 Maggio 2008

Estate in compagnia degli squali in TV: Missione Natura, il programma naturalistico de La7, si occuperà spesso di questi animali. Si inizia il 9 maggio con la proiezione di Sharkwater, ma il conduttore del programma - Vincenzo Venuto, biologo - si immergerà nel corso delle diverse puntate con alcune fra le specie di squali più “malfamate” del mondo, dimostrando che la loro cattiva reputazione è assolutamente ingiustificata. Anche quest’anno Vincenzo racconterà in un blog di Missione Natura il “dietro le quinte” del programma. Ecco il primo post:

Si riparte per questa nuova edizione di Missione Natura e sono particolarmente emozionato. Parleremo di squali e per incontrarli ci immergeremo senza protezioni in Sudafrica, al largo di Cape Town e di Durban. Avevo pensato a questa missione lo scorso anno. A darmi l’idea è stato Federico, il nostro operatore subacqueo, durante il viaggio di ritorno dall’Ecuador.

Quello che vorrei fare in questa puntata è immergermi con gli squali più pericolosi del mondo per dimostrare che non sono dei mostri assetati di sangue; questo ci permetterà anche di parlare della tragedia che sta colpendo questi pesci. Gli squali infatti ogni anno vengono pescati a milioni per le loro pinne che i cinesi considerano una prelibatezza… continua a leggere!

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cuccioli di squalo martello a Cattolica

30 Aprile 2008

Hanno nove mesi, sono lunghi circa 80 centimetri, ma i dentini non gli mancano di certo. I cuccioli di squalo martello, arrivati un mese e mezzo fa dalla Florida, sono nati in cattività. Saranno i principali protagonisti della nuova vasca tropicale dell’Acquario di Cattolica e verranno presentati al pubblico domani, il 1 maggio

Gli squali sono d’altronde i protagonisti di questo acquario da sempre: con l’arrivo dei martello infatti, diventano oltre 60 gli squali presenti nelle ambientazioni tropicali e mediterranee. Dai grandi squali toro (di
oltre 3 metri), ai gattucci e gattopardi mediterranei anche neonati; dai più affusolati squali piatti come le razze (pastinaca e macchiata gialla dei carabi), le aquile di mare e gli squali violino, ai trigoni viola, che si

lasciano accarezzare nella grande tuch-pool. Oltre a numerosi pinna nera e pinna bianca, nutrice, quelli australiani di port Jackson, i palombo e i bambu’.

In collaborazione con le maggiori associazioni di tutela del mare, l’Acquario partecipa e combatte il finning attraverso campagne di sensibilizzazione sul pubblico e sulle istituzioni competenti, con raccolte di firme, progetti didattici rivolti alle scuole di ogni ordine e grado, convegni e format televisivi perché un patrimonio come quello rappresentato dagli squali possa continuare a vivere  per non compromettere l’equilibrio
dell’intero ecosistema.

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attacchi di squali: qual’è il vero pericolo? (video intervista)

29 Aprile 2008

Guarda la lunga intervista a Simona Clò di Antonio Cianciullo su La Repubblica TV.

Si parte dallo squalo bianco che nei giorni scorsi ha morso un nuotore in California, per capire quanto effettivamente siano pericolosi gli squali per l’uomo. E quanto invece gli squali sono a rischio per le attività umane: in Mediterraneo, ad esempio, il 42% è a rischio estinzione.

In anteprima alcuni minuti di Sharkwater, il documentario sugli squali che ha avuto grande successo in tutto il mondo e che andrà in onda su La7 il 9 maggio alle 21,30 nella trasmissione Missione Natura.

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mangi pesce? Tuo figlio sarà sveglio

29 Aprile 2008

La conferma arriva dalla Harvard Medical School di Boston (riportata da PagineMediche.it): i figli di donne che, nei mesi di gravidanza, avevano mangiato buone quantità di pesce, sono più acuti e brillanti dei loro coetanei. Tranne però chi aveva mangiato squali (e altri pesci ad alto tasso di mercurio): i risultati allora sono inferiori alla media.

Lo studio ha, infatti, anche evidenziato come i figli delle donne che, agli esami del sangue, risultavano avere un’elevata concentrazione di mercurio ottenevano anche un punteggio più basso ai test cognitivi. Lo studio sottolinea che è bene consumare almeno due porzioni di pesce a settimana, ma è indispensabile scegliere pesce a basso contenuto di mercurio: no quindi a pescespada, tonno e squalo; meglio preferire il salmone, ricchissimo di grassi essenziali e di omega-3 (sono loro che svolgono un ruolo-chiave nello sviluppo del cervello del bambino) ma poveri di mercurio, oppure il pesce azzurro come il merluzzo che contiene una minore quantità di acidi grassi omega-3, ma anche la più bassa concentrazione di mercurio.

Per saperne di più su squali e mercurio alcuni post di Shark News:

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come ti ascolto lo squalo bianco

23 Aprile 2008

Andrea Dell’Apa, un giovane ricercatore italiano, è da poco rientrato da un periodo di lavoro sullo squalo bianco al South African Marine Predator Lab (tra l’altro di un ricercatore italiano, Enrico Gennari, autore della foto sotto). Gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza.

foto Enrico Gennari, SamplaL’attività di ricerca che svolgevamo era divisa su due fronti.
Un primo studio era rivolto a capire quanti squali bianchi siano presenti a Mossel Bay e come tale numero vari nel corso dell’anno. Ad esempio, sappiamo che da maggio a settembre arrivano squali bianchi più grandi.
Per tale azione si pasturava con fegato di squalo in modo da lasciare una scia dietro la barca. Gli squali la percepivano ed arrivavano fino alla barca, dove cercavamo di farli rimanere il più a lungo possibile con l’utilizzo di una bait rope, una cima su cui erano attaccate teste di pesce (quelle di tonno funzionano meglio perchè hanno un più alto conenuto in lipidi ed olio). A questo punto effettuavamo fotoidentificazione degli esemplari, lavorando principalmente sulle pinne dorsali, ma anche su macchie e cicatrici presenti su tutto il corpo. A volte effettuavamo anche un prelievo di campioni di pelle per conto di un’università scozzese che li aveva richiesti per studi genetici in corso.

La seconda attività riguardava il tracking degli esemplari (uno in verità finchè sono stato li) mediante telemetria acustica. La parte più difficile è stata quella di posizionare il trasmettitore alla base della pinna dorsale…..non è per niente semplice.
Una volta posizionato si può seguire lo squalo anche senza vederlo fino a che le batterie del trasmettitore reggono, generalmente durano qualche mese. Si immerge l’idrofono in acqua, collegato ad un ricevitore, e si può sentire un “bip” se lo squalo si trova in un raggio di 600-700 metri. Ovviamente più è vicino lo squalo all’idrofono e più il segnale in cuffia è forte. Se lo squalo ad esempio si sposta a destra, il segnale sarà più forte spostando l’idrofono ad ore 1-2.
Andrea al lavoro Si lavora in coppia: skipper ed addetto all’idrofono. Il secondo dà la direzione e la velocità al primo: ad esempio “procedi ad ore 11, intensita del segnale bassa, aumenta velocità”
Quando si raggiunge una distanza di circa 100 metri si dà la posizione - lo scopo infatti non è quello di… investire lo squalo ma solo di seguirlo senza influenzare il suo comportamento.
Il ricevitore inoltre registra la posizione, la profondità e la temperatura dell’acqua inviategli dal trasmettitore. Da questi dati si può vedere come gli squali vengano influenzati dai parametri fisici dell’acqua. Alcuni studi infatti dimostrano che gli squali bianchi sarebebro influenzati dalla temperatura dell’acqua, preferendo temperature non inferiori ai 15-16 gradi, anche se in casi eccezionali possono trovarsi anche in acque inferiori ai 10 gradi.
Tali studi aiuteranno a capire quali siano le preferenze ecologiche della comunità locale, ed aiuteranno a capire meglio il loro comportamento migratorio.

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Buone notizie per gli squali plumbei - in America

20 Aprile 2008

Drastico calo (-85%) delle quote di cattura, tolleranza zero per il finning e maggiore attività di ricerca: sono queste le misure previste in America per aiutare lo squalo plumbeo nelle acque atlantiche. Riduzioni importanti anche per altre specie di squali a rischio, fra cui lo smeriglio.

Buone notizie per gli squali americani. Il Fisheries Service del NOAA - l’equivalente del nostro ministero della pesca - ha tagliato le quote di cattura e proibisce il taglio delle pinne a bordo. Sono due azioni importanti per gli squali plumbei, diminuiti tra il 62 e l’80% rispetto all’inizio del secolo scorso (leggi la scheda sullo squalo plumbeo). Questa specie, infatti, è la più importante in Atlantico dal punto di vista commerciale: è lo squalo più pescato e anche più ricercato per il valore delle sue pinne, ingrediente principale della zuppa di pinne di pescecane.

Lo squalo plumbeo, come altre specie di squali, cresce lentamente, inizia a riprodursi tardi e genera pochi piccoli: tutto ciò lo rende particolarmente vulnerabile alla pressione di pesca” dichiara Jim Balsiger, membro del Fisheries Service del NOAA. “Questo ci impone di adottare misure importanti per fermarne lo sfruttamento eccessivo, in modo da permettere a queste specie e agli altri squali costieri di aumentare di numero“.

Lo squalo plumbeo viene svincolato dalla gestione degli altri squali costieri. Le quantità massime pescabili di questa specie scendono da 1,017 tonnellate a 87.9 tonnellate, una diminuizione del 85%, all’anno fino al 2012. Inoltre, tutta la pesca allo squalo plumbeo avverrà nell’ambito di una ricerca scientifica effettuata da 10 imbarcazioni commerciali ogni anno, che avrà come obiettivo di ottenere maggiori informazioni sulla specie, le tecniche per ridurre il bycatch e dovrà fornire dati sufficienti per effettuare future valutazioni dello stock.

L’altra misura importante è l’obbligo di scaricare il corpo dello squalo intero, una misura necessaria per rafforzare il controllo contro il finning (la pratica di privare lo squalo delle pinne, la parte più preziosa dell’animale, per poi ributtare la carcassa a mare, lasciando spazio a bordo per prede più preziose). Questo provvedimento consente una più facile identificazione della specie e migliora la qualità dei dati registrati, misura necessaria per poter in futuro valutare la situazione degli stock.

Diminuisce la quota di cattura per lo smeriglio, un’altra specie a rischio: da 92 tonnellate scenderà a 1.7 tonnellate l’anno. La specie potrà continuare a essere catturata e sbarcata nelle gare di pesca sportiva.

Il documento finale, che contiene altre misure per prevenire il sovrasfruttamento di molte specie di squalo, si può trovare sul sito NOAA nella sezione Gestione delle Specie altamente migratorie (http://www.nmfs.noaa.gov/sfa/hms/). Dopo un periodo aperto ai commenti del pubblico, la norma dovrebbe entrare in vigore in giugno.

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shark taggers in TV

7 Aprile 2008

La televisione americana NBC sta realizzando una nuova serie dedicata ai  biologi marini che si occupano di squali. Si chiamerà “SharkTaggers”, cioè “marcatori di squali” e andrà in onda nell’estate del 2009.

Lo show, che durerà un’ora, seguirà le attività dei ricercatori e gli spostamenti degli squali grazie ai sofisticati tag satellitari che consentono di controllare i movimenti degli animali durante le loro migrazioni. 

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Addio a Bertha, da 40 anni all’acquario di New York

3 Aprile 2008

Da oltre quarant’anni nuotava nelle vasche del New York Aquarium. L’annuncio della sua morte sul New York Times.

Come per tutti i cittadini illustri della sua città, la morte di Bertha ha avuto l’onore di un articolo sul New York Times. Bertha però era uno squalo toro, che da oltre quarant’anni nuotava nelle vasche del New York Aquarium.

E’ stato molto triste prendere la decisione di perdere questo animale” ha detto Hans Walters, supervisore degli squali dell’acquario, spiegando di aver dovuto “addormentare” Bertha. “La sua salute era peggiorata nell’ultimo mese e avevamo iniziato un trattamento. Sembrava essere migliorata ma alla fine della scorsa settimana è peggiorata di nuovo. Abbiamo iniziato un nuovo trattamento, ma non ha avuto risultato e sabato abbiamo capito che era giunto il momento.”

Bertha, che era lunga due metri e mezzo, viveva insieme ad altri cinque squali toro, due squali nutrice e un pinnabianca. Era arrivata a Brooklyn tra il 1963 e il 1965, la data precisa del suo arrivo non è sicura: “Si tratta di un acquario molto antico. Alcuni documenti sono andati perduti” ha detto Walters.

In ogni caso, Bertha era uno degli squali più anziani presenti negli acquari in tutto il mondo.

Lo squalo toro è uno squalo di grandi dimensioni che vive lungo le coste nelle regioni temerate e subtropicali. Sono squali migratori, che si nutrono di piccoli pesci e, nonostante l’aspetto minaccioso, non sono assolutamente pericolosi per l’uomo.

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trovata verdesca e 7 piccoli

27 Marzo 2008

E’ accaduto in Croazia, ed è Anna Adam di Trieste a mandarci la notizia riportata da un quotidiano locale (foto da Elasmodiver):

Eccezionale ritrovamento nelle acque antistanti Povljana, piccola località di villeggiatura dell’isola di Pago in Dalmazia: alcuni pescatori locali hanno rinvenuto a pochi metri dalla costa i corpi senza vita di una verdesca di 3 m e dei suoi 7 piccoli, ognuno lungo una cinquantina di centimetri.
La notizia del ritrovamento ha scioccato non poco la popolazione locale in quanto si tratta di uno squalo potenzialmente pericoloso per l’uomo [sic! NdR] e comunque mai fino ad ora era stato visto in queste acque un bestione di tre metri, pesente poco meno di 150 kg.

Le carcasse sono state messe in un congelatore, onde permettere ai biologi dell’istituto oceanografico di Spalato di accertare le cause del decesso.

Secondo Alen Soldo, vicedirettore del centro spalatino per gli studi marini,questo esemplare sarebbe stato arpionato alla testa: “Ho visionato la carcassa e sono convinto che la verdesca sia stata arpionata. Credo che prima di morire abbia partorito, nella speranza che i suoi piccoli potessero salvarsi. Ma neanche loro ce l’hanno fatta. Si tratta di una femmina di circa 10anni d’età. Spero che abbia messo alla luce un numero maggiore di squaletti e che qualcuno si sia salvato.”

A detta degli esperti, la verdesca è assieme allo squalo bianco l’unica specie nelle acque adriatiche considerata pericolosa per l’uomo. Negli ultimi decenni risultano però sempre piu rari i suoi avvistamenti, al punto che i biologi italiani e croati l’hanno inserita nella lista delle specie a rischio.

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squali mediterranei e mercurio: parla lo scienziato

19 Marzo 2008

tunamercury.jpgLa carne di squalo, come quella di tutti i grandi predatori marini, contiene alte concentrazioni di mercurio. Nella loro vita, infatti, questi animali accumulano e non riescono a smaltire le sostanze inquinanti presenti nell’ambiente. Ne abbiamo parlato in passato: perché questo avviene e in che misura.

Ma qual’è la situazione nei mari mediterranei? Lo abbiamo chiesto a Davide Baroni, dell’Università di Siena, che con il suo gruppo si occupa da anni di studiare l’accumulo di composti chimici negli organismi. Ecco il suo parere:

“Squali e mercurio nel Mediterraneo rappresenta un argomento stimolante, considerata la nota anomalia da Hg che caratterizza il nostro mare.

Le specie di maggiori dimensioni e più longeve occupano generalmente il ruolo di top predator nella rete trofica e come tali possono accumulare, per biomagnificazione, quantità non trascurabili di Hg nella sua forma metilata; d’altronde la relazione tra dimensioni del pesce e contenuto di Hg nel muscolo è ben conosciuta.

Tuttavia i dati di letteratura mostrano come le maggiori criticità, se non altro riguardo alla salute del consumatore, siano rappresentate dalle specie bentoniche, di dimensioni ridotte, o da quelle che abbiano rapporti trofico con il fondo.

Le condizioni presenti nel sedimento marino, in particolare quello profondo (potenziale redox, materia organica, microrganismi ecc.), favoriscono la metilazione di Hg e la dieta degli squali bentonici è dunque particolarmente ricca di metilmercurio, che come tale si accumula nei tessuti di queste specie. La normativa europea che definisce i tenori massimi accettabili nei prodotti alimentari (Regolamento CE n° 1881/2006) riporta per il muscolo di queste specie il valore limite di 1 mg/kg di peso fresco.
Potrebbe essere utile distinguerli, in prima approssimazione, secondo i loro habitat in:

  • Bentonici: il Boccanera, già negli individui di taglia minore, mostra nel muscolo contenuti prossimi a 1 mg/kg di peso fresco e nelle taglie superiori può raggiungere 2 - 3, fino a 5 mg/kg; di fronte a Tel-Aviv, a 1500 m di profondità, la stessa specie arriva a 8,8. Il muscolo del Centroforo contiene 9 - 10 mg/kg; il Moretto 1 - 2, fino a 4 mg/kg; il Gattuccio da 0,8 fino a 1,5 mg/kg. Per gli altri Elasmobranchi, Razze e Torpedini hanno valori attorno a 1 - 2 mg/kg.
  • Demersali: considerando alcune specie non tipicamente bentoniche come le precedenti, ma che frequentano i fondali molli (dalle dimensioni generalmente attorno al metro di lunghezza): il Palombo 0,5 - 0,6 mg/kg (valore medio); lo Spinarolo può superare 1 mg/kg. Il record sembra appartenere allo squalo martello (S. zygaena), che vive in prossimità del fondo (ma supera 4 m di lunghezza), con 18 mg/kg di Hg.
  • Pelagici: il Capopiatto (3 - 4 m, considerato pelagico, ma frequenta i fondali profondi) supera i 4 mg/kg (nelle acque a largo di Tel-Aviv); lo squalo volpe 2,2 mg/kg (in Adriatico); nella Verdesca, sempre in Adriatico, sono stati misurati 0,38 mg/kg di Hg come valore medio: dato interessante, considerando che si tratta di una specie strettamente pelagica che si nutre di specie pelagiche.

In sintesi, e con le dovute cautele, dobbiamo aspettarci i maggiori contenuti di mercurio nel muscolo delle specie bentoniche nonostante le dimensioni ridotte (in particolare di quelle batiali) ed in quelle non bentoniche (di dimensioni maggiori), ma non strettamente pelagiche. E’ comunque evidente come possa essere frequente il superamento dei limiti di legge. Il contenuto di Hg nel fegato può essere confrontabile a quello del muscolo, ma generalmente è ben maggiore.

Un severo controllo dei tenori di Hg negli squali di interesse commerciale (l’Italia è uno dei maggiori consumatori al mondo) potrebbe tutelare la nostra salute e frenare la pesca delle specie a rischio di estinzione.

Davide Baroni

P.S. Ringrazio la Dott.ssa Stefania Ancora per il contributo bibliografico indispensabile.”

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pinna di squalo… su una Formula1!

17 Marzo 2008

finbull.jpgNelle prove a Barcellona, la scuderia Red Bull ha montato sulla copertura del motore RB4 una “pinna di squalo”: proprio così la chiama il sito ufficiale della Formula1 in questo articolo.

La modifica ha aumentato decisamente la superficie di questa sezione e, nelle intenzioni, dovrebbe consentire un miglior scorrimento dell’aria nell’ala posteriore e massimizzare la stabilità della macchina in frenata.

La nuova copertura, prosegue la nota, interagisce in modo molto complesso con l’aerodinamica posteriore dell’auto e non si è ancora sfruttato tutto il suo potenziale. Queste soluzioni così radicali, prosegue il comunicato, sono spesso difficili da ottimizzare.

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dalla parte degli squali

3 Marzo 2008

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In molti hanno seguito al Big Blu, il salone del mare di Roma, gli incontri “Dalla parte degli squali” organizzati dalla Mares.

Oltre a presentare Shark News, il giornale degli squali che state leggendo, abbiamo parlato della situzione degli squali nel nostro mare, del perché stanno scomparendo, delle attività di ricerca di MedSharks e delle iniziative per la loro protezione che stiamo portando avanti insieme alla Shark Alliance.

Come la raccolta di oltre 20.000 firme che abbiamo consegnato a Bruxelles per spingere il Commissario Europeo Borg a far preparare il Piano d’Azione per la conservazione degli squali, una sorta di legge-programma che limiti le catture (soprattutto delle specie a rischio estinzione) e preveda azioni per la conservazione. Il risultato? La Commissione ha pubblicato la bozza del Piano d’Azione, che ora verrà discussa dai ministri europei della pesca.

Proprio per questo - perché il Piano d’Azione non venga “annacquato” dalle molte richieste politiche dei paesi che hanno interessi economici (per non far nomi: Spagna e Portogallo) - dobbiamo tenere alta la guardia e fare pressione perché il nuovo ministro della Pesca vada a Bruxelles a difendere gli interessi degli squali. Come? Facendogli capire che a noi il futuro degli squali interessa, e interessa mol