Archivio per la categoria ‘OSE’

h1

il primo cetorino “targato” del Mediterraneo

27 Febbraio 2008

Il video del primo (e per ora anche unico!) squalo elefante mai “targato” nel nostro mare!

Sarà stata la spinta di Gerry Scotti, sarà stato lo squalo elefante catturato in Sicilia, sarà chissà cosa, ma da qualche giorno a questa parte le pagine più lette di questo sito sono quelle del cetorino. E quindi mi è venuto in mente di mostrarvi un momento importante e spettacolare dell’Operazione Squalo Elefante, pur se è successo un paio di anni fa.

Nel 2006 avevamo infatti ricevuto decine di segnalazioni di cetorini “a spasso” per le acque sarde. Così dopo tre giorni di pedinamenti nelle acque del Parco di La Maddalena, Simona Clò (CTS Ambiente) ed io (MedSharks) abbiamo finalmente scovato, fotografato, filmato e anche marcato: è la prima volta in Mediterraneo!

h1

un elefante (squalo) in Sicilia (video)

16 Febbraio 2008

foto Gaspare SchillaciUno squalo elefante di oltre 7 m. di lunghezza - innocuo per l’uomo visto che si nutre di plancton - è finito nelle reti nel palermitano. Il cetorino è una specie rara e a rischio estinzione e ogni informazione è utile per la scienza. Occhi aperti, pescatori e diportisti siciliani: altri esemplari nuotano probabilmente nelle vostre acque, quindi… se vedete enormi pinne sulla superficie, avvertiteci!

La notizia ci è arrivata giovedì sera grazie ai ricercatori dell’Università di Palermo, che hanno provveduto a raccogliere campioni biologici importantissimi (come potete vedere nelle foto di Gaspare Schillaci) per una specie così rara come questa.

Lo sfortunato pescione, stando a quanto riferisce la Sicilia (che pur ne ha storpiato il nome!) è finito nelle reti del pescatore Salvatore Olivieri a meno di un miglio dalla costa a San Nicola l’Arena, nel palermitano.

organi sessuali maschili del cetorino, foto G. SchillaciSi tratta di un maschio, come potete vedere dalla foto degli organi sessuali, e stando alle dimensioni era un adulto e aveva quindi superato i 15-16 anni – l’età in cui i maschi diventano sessualmente maturi (le femmine, invece, maturano ancora più in là sia con le dimensioni che con gli anni: dai 16 ai 20 anni, quando raggiungono gli 8 metri di lunghezza). Lo squalo sfortunato potrebbe naturalmente essere stato molto più anziano, visto che questa specie raggiunge e probabilmente supera i 50 anni di età. Ma quanti anni avesse, precisamente, non lo sappiamo perché nessuno è riuscito a studiare l’accrescimento di questi giganti - uno dei molti misteri che ancora non abbiamo svelato della vita degli squali.

Leggi la scheda sullo squalo elefante.

Lo squalo elefante, o cetorino, è totalmente innocuo per l’uomo, visto che si nutre esclusivamente di plancton. E’ uno squalo migratore, che compare sporadicamente a fine inverno lungo le coste italiane seguendo le correnti ricche di plancton.

Uno squalo raro che migra seguendo rotte sconosciute e per giunta spesso lontano dalla costa: per questo se ne sa davvero poco. Un mix infernale per i ricercatori che vogliano approfondirne le conoscenze, ma anche uno stimolo irresistibile per MedSharks e CTS Ambiente che, due anni fa, hanno lanciato l’Operazione Squalo Elefante. Obiettivo: seguire via satellite gli spostamenti di questi animali.

Per poterlo fare è però necessario, ovviamente, prima trovarli. Operazione ardua ma non impossibile, visto che i cetorini passano molto tempo in superficie e possono quindi, con un po’ di fortuna, essere avvistati da pescatori e diportisti. E’ un’occasione rara, ma non impossibile, come testimoniano i vari avvistamenti del 2006 che ci hanno consentito di marcare il primo esemplare del Mediterraneo. E allora, diportisti e pescatori di Sicilia ma anche di tutta Italia, occhi aperti! In caso di avvistamento mandateci subito una email a info @ medsharks .org

Il cetorino fa parte di quel 42% di squali e razze del Mediterraneo a rischio estinzione. Una delle maggiori cause di mortalità nel nostro mare è rappresentato proprio dalle reti nelle quali incappano senza potersi liberare - com’è recentemente accaduto allo squalo di Riva Trigoso (la cui identità - ceotrino o capopiatto- però è ancora in dubbio) e il “cucciolo” di 3 metri di Anzio di qualche mese fa.

Per queste fotografie e per la pronta segnalazione del ritrovamento vogliamo ringraziare Gaspare Schillaci, grande appassionato di squali e nostro assiduo lettore.

h1

lo squalo elefante (o cetorino)

23 Gennaio 2008

E’ di gran lunga il pesce più grande del Mediterraneo: gli adulti misurano mediamente tra i 7 e i 9 metri di lunghezza per quasi 4000 kg di peso! Solo lo squalo balena (che però non vive nel nostro mare) lo supera in dimensioni (12m) ma niente paura: i due giganti sono totalmente innocui per l’uomo visto che si cibano solo di plancton.

la proboscide di un piccolo cetorinoPerché si chiama squalo elefante? Per le dimensioni, ma anche perché quando è piccolo il suo “naso” è particolarmente allungato e prominente, come si può vedere nella foto di questo cucciolo.

Squalo elefante o squalo balena? Si tratta di due specie diverse: lo squalo elefante (Cetorhinus maximus) arriva al massimo a sfiorare i 10 metri, ha il dorso marrone con eventuali chiazze irregolari più chiare e vive in acque più fredde. Lo squalo balena (Rhincodon typus) è più grande, ha il corpo ricoperto di macchie bianche e vive in acque tropicali. Entrambi si cibano di plancton.

basking-distribution.gifDove vive - Nelle acque temperate di tutto il mondo, compreso il Mediterraneo. Anche se, come vedete dalla cartina, è presente in molti mari del mondo, è uno squalo poco comune e più fequente solo in alcune zone apparentemente favorevoli, dove si raduna per alcune settimane l’anno anche in grandi numeri.

Quanto vive - Probabilmente oltre 50 anni.

Perché ne sappiamo poco - Perché vive in alto mare, viaggia molto e si avvicina alla costa in modo del tutto imprevedibile, quando il vento e le correnti portano il plancton vicino a terra.

baskerdiagram_colour.gifCosa fa tutto il giorno? Lo squalo elefante passa molte ore in superficie con la pinna dorsale, la coda e spesso anche la punta del naso fuori dall’acqua. E’ lì per nutrirsi: è in superficie infatti che trova la massima concentrazione del plancton di cui si nutre. Ma è uno squalo capace di immergersi anche oltre i 100 metri di profondità in caso vi trovi assembramenti di plancton.

Cosa e come mangia: non certo l’uomo! - Nonostante le sue dimensioni, lo squalo elefante infatti mangia solo plancton. Nuota con l’enorme bocca spalancata: l’acqua passa attraverso una fitta serie di “frange” che rivestono le enormi branchie; queste lasciano passare l’acqua e trattengono il plancton, che viene poi inghiottito.

istantanea-2008-01-23-17-09-54.gifVita di società - I cetorini sembrano essere squali solitari. Dove però il plancton è concentrato e abbondante si trovano gruppi anche numerosi (fino a 100!) di questi squali.

La vita amorosa di uno squalo elefante - I cetorini iniziano a pensare a riprodursi alla rispettabile età di 12-16 anni i maschi (che corrisponde a una taglia di 5-7 metri) e 16-20 anni le femmine (tra gli 8 e i 10 mt di lunghezza). Lo squalo elefante ha un tipo di riproduzione curioso ma comune in molti squali - per lo meno così si crede, visto che non è stata mai catturata una femmina gravida. Come negli altri squali della sua famiglia, le sue uova si schiudono nel ventre della madre e i piccoli finiscono il loro sviluppo cibandosi delle altre uova presenti nell’utero. Quando saranno pronti, i piccoli usciranno dal corpo della madre perfettamente formati.

Quanti figli - Non sappiamo quanto duri la loro gestazione (probabilmente da 1 a 3 anni, con una sosta di un anno fra una figliata e l’altra), né quanti piccoli possano fare per volta (probabilmente almeno 6).

iucn_vu.jpgUno squalo in estinzione - L’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) considera nella Lista Rossa delle specie a rischio questo squalo “Vulnerabile”. E’ anche uno dei pochi squali a esser in qualche modo protetto a livello internazionale: è iscritto nell’appendice II della CITES che regola il commercio internazionale, della Convenzione di Barcellona e la popolazione mediterranea è compresa nella Convenzione di Berna.

Perché sta scomparendo - Il cetorino passa molto tempo in superficie e non sembra particolarmente disturbato dall’uomo - per questo motivo ha costituito nei secoli un regolare bersaglio di caccia. Il suo grande fegato ricco di olio (che rappresenta fino a un quarto del suo peso e che gli consente di rimanere a galla senza fatica) veniva utilizzato per l’illuminazione e usi industriali; la pelle era impiegata in conceria e le carni per il consumo umano o animale. Oggi sono le enormi pinne a valere moltissimo sul mercato orientale per la zuppa di pinne.

catture ad Achill IslandIn tutti i luoghi dove è stato oggetto di caccia le sue popolazioni sono crollate: in Atlantico del 90% negli ultimi 50 anni. Un esempio fra i tanti: in Irlanda ad Achill Island, negli anni ‘50 hanno iniziato a cacciare il cetorino, catturandone dai 1000 a 1800 l’anno. Negli anni ‘70 il numero era crollato a 20-80 l’anno, un calo del 90% nel giro di appena 20-25 anni. La pesca fu chiusa, ma ancora oggi al largo di Achill si vedono appena una decina di cetorini l’anno. A 40 anni di distanza, gli squali elefante non si sono ancora ripresi da questa strage.

Nel nostro Paese le principali minacce per questa specie sono rappresentate dal traffico nautico (nuotando in superficie puo’ restare vittima delle eliche di navi e motoscafi, com’è accaduto a questo squalo balena in Tailandia) ma soprattutto dalle catture accidentali delle reti da pesca, come nel caso del piccolo di Anzio pochi mesi fa o dei 5 esemplari pescati in Sardegna in soli 20 giorni nel 2006.

h1

Cetorini in Sardegna! Riparte l’Operazione Squalo Elefante 2008

21 Gennaio 2008

Operazione Squalo Elefante 2008Cinque squali elefante si son dati convegno davanti Tavolara nei giorni scorsi per un banchetto a base di plancton. Il fantastico avvistamento è opera di Giuseppe Deiana e ci è stato riferito da Mario Romor.

Riparte così l’Operazione Squalo Elefante (OSE) la prima ricerca “sul campo” in Mediterraneo sullo squalo elefante o cetorino, il gigante del nostro mare, lanciata nel 2006 da MedSharks e CTS Ambiente e che si avvale della collaborazione dei parchi e riserve marine della Sardegna. OSE ha iniziato il censimento fotografico degli squali elefante mediterranei: grazie alla presenza di tagli o cicatrici sulla pinna dorsale è infatti possibile identificare i vari individui e riconoscerli in caso vengano avvistati o fotografati di nuovo.

Raccogliamo inoltre le segnalazioni degli avvistamenti (fondamentale il contributo dei pescatori, sia professionisti che ricreativi, subacquei e velisti e di tutti quanti vanno per mare: più di 20 le loro segnalazioni nel 2006!) e raccogliamo campioni di tessuto quando gli squali finiscono accidentalmente nelle reti, per analizzarne poi il DNA.

L’obiettivo principale però è la marcatura, una tecnica indispensabile per tenere sotto controllo gli spostamenti degli animali e imparare a conoscerne le rotte migratorie. Dopo il primo esperimento positivo del 2006 - in cui, per la prima volta in Mediterraneo, abbiamo marcato uno squalo elefante con un tag numerico - la sifda di quest’anno è di applicare a uno squalo un tag satellitare, per poterlo così seguire ora dopo ora nei suoi spostamenti.

E’ FONDAMENTALE L’AIUTO DI TUTTI QUANTI VANNO PER MARE. SE VEDETE UNO SQUALO ELEFANTE FATECELO SAPERE INVIANDO UNA MAIL A info @medsharks.org. Nelle prossime ore attiveremo anche un numero di telefono per segnalarci subito l’avvistamento

Grazie in anticipo!

ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2008

h1

Med: emergenza, 42% squali a rischio estinzione

17 Novembre 2007

Le cifre sono agghiaccianti: il 42% delle specie mediterranee è a rischio di estinzione. E’ la più alta percentuale al mondo. Lo dice l’ultimo rapporto della IUCN, uscito il 16 novembre. Alta la preoccupazione per l’impatto complessivo di questa importante perdita di biodiversitàuntitled-1.jpg

Le cifre sono ufficiali: il 42% delle specie di squali e razze del Mediterraneo è a rischio estinzione. E’ la più alta percentuale al mondo. Lo dice l’ultimo rapporto della IUCN, L’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura, il più grande network al mondo per la salvaguardia della natura, uscito il 16 novembre (qui il comunicato stampa e qui il rapporto completo, entrambi in inglese) che ha esaminato 71 specie di squali razze e chimere.

Per gli esperti il 18% è Criticamente in Pericolo, l’11% in Pericolo e il 13% Vulnerabile. Le altre specie sono per il 18% Quasi a Rischio, per il 26% non si hanno dati sufficienti a valutare il loro stato. Solo il 14% è valutato a uno stato discreto.

iucn_cr.jpgFra le specie Criticamente in Pericolo in Mediterraneo: il pesce angelo, il mako, lo smeriglio (queste ultime due specie catturate dai palangari e commercializzati per la carne e le pinne).

iucn_en.jpgIn Pericolo sono la mobula (praticamente identica alla manta), lo squalo plumbeo (che ci è particolarmente caro, perché oggetto della nostra ricerca MedSharks in Turchia).

iucn_vu.jpg Persino la verdesca, uno fra gli squali più prolifici, è stato classificato come Vulnerabile. La preoccupazione principale non è tanto per la singola specie - per quanto importante possa essere - ma per l’impatto complessivo di questa importante perdita di biodiversità” dichiara Annabelle Cuttelod, coordinatrice della Lista Rossa mediterranea al Centro per la Cooperazione Mediterranea della IUCN.

Il livello di protezione nel Mediterraneo per squali e razze è praticamente inesistente ha dichiarato Domitilla Senni, rappresentante della Shark Alliance, coalizione di oltre 40 associazioni internazionali di cui fa parte anche MedSharks. “Ci auguriamo quindi che il governo italiano intervenga tempestivamente e che attraverso i ministri De Castro e Pecoraro Scanio si attivi una azione sia a livello nazionale che europeo per la tutela di queste specie”.

Non esistono limiti nella pesca di squali e razze in Mediterraneo. Otto specie sono state inserite nelle convenzioni internazionali ma solo tre specie hanno una qualche forma di protezione: lo squalo bianco e lo squalo elefante sono protetti nelle acque della Comunità Europea e in Croazia, mentre Malta e Croazia proteggono la mobula.

Oggi i paesi mediterranei hanno una ragione in più per salvaguardare squali e razze della regione” ha aggiunto Sonja Fordham, vice presidente dello Shark Specialist Group della IUCN “in particolare starà ai rappresentanti della Pesca dell’UE decidere se accordare una piena protezione allo smeriglio nel corso del prossimo Consiglio Pesca di dicembre 2007 e promuovere in tempi brevi un efficace Piano d’Azione”.