Archivio per la categoria ‘fai qualcosa!’

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SOS squali: la scomparsa dei grandi predatori del Mediterraneo

11 Giugno 2008

Uno studio italo canadese pubblica cifre raggelanti: negli ultimi duecento anni il 97% di verdesche, squali volpe, squali martello, mako e smeriglio è sparito dal Mediterraneo. Dobbiamo convincere i nostri ministri a far qualcosa: firma anche tu la petizione! (foto Oceana)

Immaginate di cancellare quasi completamente i leoni dall’Africa. Cosa succederebbe a zebre, antiolopi e gazzelle, che con i leoni condividono la savana? Gli animali più deboli continuerebbero a vivere - così come i malati, che in breve tempo contagerebbero gli animali sani. Per non parlare di tutte quelle bocche in più da sfamare: troppe zebre, troppe antilopi, troppe gazzelle si contenderebbero lo stesso filo d’erba, la stessa preda, lo stesso spazio che, se prima era sufficiente per sfamare un certo numero di animali ora, con numeri gonfiati a dismisura dalla mancanza di predatori, non lo è più. I cambiamenti dell’ecosistema, insomma, sarebbero notevoli, e le conseguenze pesanti.

Trasferiamoci al mare. Prendete alcuni dei grandi squali predatori: il martello, lo squalo volpe, il mako, lo smeriglio, la verdesca. E cancellatene il 97%: perché tanti sono gli squali scomparsi in Mediterraneo negli ultimi 200 anni secondo un team di ricercatori italo-canadesi che ha appena pubblicato sulla rivista scientifica Conservation Biology (qui il lavoro in inglese, qui un riassunto in italiano). Cosa succede al mare eliminando la quasi totalità dei grandi predatori? Gli effetti si fanno sentire sulle loro prede - e le prede delle loro prede, le cui popolazioni si modificano in modo imprevedibile. Ma certo.

Cosa ha portato allo sterminio di massa i grandi squali mediterranei? Come sempre l’uomo, attraverso la pesca (diretta o indiretta) e le profonde modifiche che ha inferto all’ambiente stravolgendo le zone di accrescimento e di riproduzione degli squali. Gli squali, infatti, crescono lentamente e generano pochi piccoli solo dopo molti anni e, semplicemente, non riescono a riprodursi abbastanza velocemente per rimpiazzare i milioni di squali pescati quotidianamente.

Questo rapporto sottolinea l’urgenza di far qualcosa prima che sia troppo tardi - sempre che si sia ancora in tempo, visto che queste specie sono “funzionalmente estinte”. E ora abbiamo una grande opportunità: a fine anno l’Unione Europea scriverà il primo piano di gestione della pesca agli squali. Lo discuteranno i ministri della pesca di tutti i paesi a Bruxelles. Se vuoi chiedere anche tu al ministro Zaia di impegnarsi per la protezione degli squali mediterranei ed europei, firma la petizione!

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Shark Alliance incontra il Ministro UE Borg

3 Giugno 2008

Il 27 maggio una delegazione della Shark Alliance ha incontrato il Commissario Europeo per la pesca, Joe Borg.

Il Commissario è una nostra “vecchia” conoscenza: a lui abbiamo consegnato lo scorso anno oltre 20.000 firme di cittadini europei per sollecitarlo a preparare il piano d’azione europeo sugli squali (Community Plan of Action, CPOA). Detto, fatto: dopo poco tempo il suo ufficio ha preparato una bozza del piano che è stata poi successivamente aperta ai commenti del pubblico. Preso atto dei suggerimenti dei cittadini, la bozza è stata modificata e verrà a fine anno discussa dai Ministri della Pesca di tutti i paesi europei.

L’incontro, durato un’ora e mezza, ha permesso alla Shark Alliance di verificare e discutere con il Commissario la direzione che sta prendendo il CPOA e le opportunità per mettere in atto subito misure di conservazione e gestione degli squali.

L’incontro - raccontano Sonja Fordham (Ocean Conservancy), Uta Bellion (Pew) e Ali Hood (Shark Trust) della Shark Alliance - è stato molto amichevole. Il Commissario Borg ha dichiarato che, personalmente, è a favore del rafforzamento del regolamento sul finning e a seguire le indicazioni degli scienziati per la definizione delle TAC, le quote di cattura degli squali (però guardate com’era andata a finire lo scorso anno….). Naturalmente, c’è differenza fra quel che lui PERSONALMENTE pensa e poi quel che invece realizzerà la Commissione dei Ministri della Pesca…

Proprio per questo abbiamo lanciato la petizione per la protezione degli squali: dobbiamo mettere sotto pressione il ministro Zaia, che a fine anno discuterà per conto nostro il CPOA insieme agli altri Ministri europei. Se non hai ancora firmato, vai subito! E passaparola…. Dopo tre settimane siamo già a quota 1200 firme.

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A che punto siamo con le firme…

3 Giugno 2008

Abbattuta di slancio la barriera dei 3000 grazie all’intervista di Simona Clò su La7 in Missione Natura in cui si parla della situazione degli squali in Mediterraneo e dei progetti di ricerca MedSharks/CTS.

GRAZIE a tutti quanti hanno firmato e a voi che, come gli straordinari Danilo & Margherita “responsabili” ormai di centinaia di firme, attraverso il passaparola, avete messo energie ed entusiasmo per far conoscere ai vostri amici il problema degli squali e offerto loro il modo di aderire alla nostra iniziativa. Grazie! Andate a leggervi tutti gli altri commenti: ironici, indignati, accorati, sempre appassionati.

La metà dei firmatari ha firmato grazie alla segnalazione di amici. Fondamentale, insomma, è il passaparola. E allora… ci impegnamo tutti a segnalare la petizione ad almeno 5 persone ciascuno?

Ecco di nuovo il link per la petizione: www.medsharks.org/firmaperglisquali.html Passaparola!! :-)

Oltre al passaparola, un fantastico veicolo di diffusione della petizione è stata ed è ancora Missione Natura (la trasmissione de La7, seguita da un numero elevatissimo di fan sfegatati - leggere il blog per credere!) seguita da Geo&Geo. Fondamentale l’apporto di AgireOra, i cui associati hanno inviato centinaia di adesioni. Da un paio di mesi l’invito a firmare rimbalza su forum come Poverosub.it, Scubaportal.it Acquariofilia.biz e Gommonauti.it, tam tam di circoli e associazioni come il Sub Rimini Gianni NeriVerdeAcqua di Milano. Pare la notizia sia passata addirittura  su Radio Capital!

Grazie a tutti quanti hanno firmato e a tutti quelli che verranno da qui ai mesi a venire! La petizione, infatti, andrà avanti fino a fine dell’anno.

E’ solo alla vigilia della riunione dei Ministri della Pesca UE per la definizione del Piano d’Azione europeo per gli squali che consegneremo tutte le firme al nostro Ministro. Sarà quello il momento in cui i Ministri di alcuni paesi con forti interessi in questo campo (Spagna e Portogallo in testa) cercheranno di “annacquare” le misure di protezione. Ed è a questo punto che l’interessamento del nostro Ministro per la pesca potrà influire sul risultato finale. Non avendo grandi interessi italiani da difendere in questo campo, potrebbe decidere di “scambiare dei favori” oppure, avendo in mente le migliaia di italiani che speriamo si uniscano a noi, potrà decidere di intervenire con forza per proteggere questi animali.

Non hai ancora firmato? Fallo subito cliccando qui!

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intervista a Simona Clò su Geo&Geo (video)

20 Maggio 2008
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E siamo a 300!!!

14 Maggio 2008

Oggi, 14 maggio, alle 13 è arrivata la firma n.300 per la nostra petizione per gli squali. Un ottimo risultato ottenuto in pochi giorni “solo” con il traino di Missione Natura, che ha mostrato il documentario SharkWater. L’appello è poi rimbalzato su forum come Poverosub.it, Scubaportal.it e Gommonauti.it, il tam tam di circoli e associazioni sub come il Sub Rimini Gianni Neri, e addirittura un passaggio su Radio Capital.

Mr300 è Alberto Gallucci, di Milano, che alla sua firma allega anche questo messaggio: “Questa petizione è sacrosanta. Non credo che il problema principale nei mari italiani sia il finning, ma le reti che intrappolano squali per errore e l’utilizzo di carne di squalo nei ristoranti, spacciata con nomi diversi a seconda delle regioni. Sono cose delle quali non sentiamo il bisogno.(leggi tutti i commenti)

Grazie Alberto, agli altri 299… e a tutti quelli che verranno da qui ai mesi a venire! La petizione, infatti, andrà avanti fino a fine dell’anno.

E’ solo alla vigilia della riunione dei Ministri della Pesca UE per la definizione del Piano d’Azione europeo per gli squali che consegneremo tutte le firme al nostro Ministro. Sarà quello il momento in cui i Ministri di alcuni paesi con forti interessi in questo campo (Spagna e Portogallo in testa) cercheranno di “annacquare” le misure di protezione. Ed è a questo punto che l’interessamento del nostro Ministro per la pesca potrà influire sul risultato finale. Non avendo grandi interessi italiani da difendere in questo campo, potrebbe decidere di “scambiare dei favori” oppure, avendo in mente le migliaia di italiani che speriamo si uniscano a noi, potrà decidere di intervenire con forza per proteggere questi animali.

Quindi: firmate e passate parola!

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il vostro grido: salviamo gli squali!

13 Maggio 2008

Ecco alcuni dei commenti alla petizione…

Christina: Pochi “uomini” hanno il potere di cambiare le cose. Spero che abbiano gli strumenti e la forza di agire per il bene collettivo di ogni habitat che appartiene a questa terra.

Danilo “Gli squali stanno venendo massacrati in tutto il mondo e la loro popolazione si è ridotta del 90%, rischiano l’estinzione. Vengono uccisi 100 MILIONI di squali all’anno e l’ecosistema degli oceani e mari sta cambiando con conseguenze catastrofiche. Diamo il buon esempio e almeno in Italia e in Europa rispettiamo questo animale, il più antico della storia della terra, proteggiamolo e sensibilizziamo gli altri stati affinchè si vieti il FINNING, la pesca che uccide gli squali allo scopo di reciderne solo le pinne, ributtando in mare l’animale agonizzante.

Erica: La nostra vera ricchezza risiede nella varietà della vita, salvaguardare gli squali e l’ecosistema marino è un dovere nei confronti della terra e dell’umanità . Grazie del Vs. contributo. Tocca a Voi politici far sentire la nostra voce in quanto rappresentanti dei cittadini che vi hanno votato e si affidano a voi e in quanto abitanti voi stessi di un mondo che stiamo letteralmente distruggendo!

Gerardo: E’ ora per i paesi che si considerano “civili” di tutelare questi splendidi animali.

Roberto: Per favore intervenite in qualche modo. Lo squalo è uno degli animali più antichi, sopravvissuto per milioni di anni. Solo l’imbecillità dell’uomo lo sta distruggendo. Che il nuovo governo faccia qualcosa.

Valentina: Vi prego Squali: possiate un giorno perdonarci, noi poveri miseri uomini…
Stella: “Cerchiamo di esser più civili: proteggiamo gli squali. Regolamentiamo la loro pesca.

Leggi tutti i commenti qui

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oltre 150 firme in un paio di giorni!!

12 Maggio 2008

le firme alla petizione domenica 11 maggioFantastico! Sono oltre 150 e da tutta Italia le firme già raccolte per chiedere ai nuovi ministri dell’Ambiente e della Pesca di adoperarsi per proteggere gli squali. Continuate a firmare e invitate i vostri amici a farlo! E se prendi parte a forum, fai parte di club, circoli, associazioni o semplicemente hai un sacco di amici… passa parola!!! Ecco a scanso d’equivoci il link diretto alla petizione: http://www.medsharks.org/firmaperglisquali.html puoi copiarlo e incollarlo direttamente nella mail.

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firma anche tu!

11 Maggio 2008

Il traino di Sharkwater ha lanciato in grande stile la petizione per la protezione degli squali lanciata da MedSharks e tutte le associazioni della coalizione Shark Alliance. Sono più di un centinaio le firme già arrivate!

La petizione - Chiediamo ai Ministri Stefania Prestigiacomo e Luca Zaia - che esordiscono proprio in questi giorni rispettivamente come ministro dell’Ambiente e delle Risorse Agricole (responsabile per il settore Pesca) - di adoperarsi per la protezione degli squali.

Fra qualche mese, infatti, a Bruxelles i Ministri della Pesca dei paesi UE discuteranno la bozza del Piano d’Azione per la gestione degli squali. Si tratta, in pratica, di un piano di gestione e conservazione degli squali e razze europei ed è una cosa molto importante visto che i paesi europei sono fra i maggiori pescatori (Spagna e Portogallo in testa) e consumatori (Italia, soprattutto!!) di squali al mondo. E le nostre popolazioni di squali sono fra le maggiormente compromesse al mondo: un terzo delle specie europee sono a rischio estinzione, percentuale che in Mediterraneo sale al 42%.

Ora che si sta mettendo a punto la bozza del Piano d’Azione Europeo per gli squali, i Ministri hanno una grande opportunità per migliorare lo stato delle nostre popolazioni di squali e della pesca.

Per questo li esortiamo ad intervenire affinché la versione finale del Piano d’Azione dell’Unione Europea adotti misure precauzionali e recepisca i pareri scientifici, così da:

• ridurre significativamente le catture di squali
• proteggere le specie di squali e razze in pericolo d’estinzione
• promuovere un bando totale del finning

Firma anche tu QUI!

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appuntamento al Big Blu di Roma

28 Febbraio 2008

Appuntamento da domani a Roma al salone del mare Big Blu.

Sabato 1 marzo alle 15 e domenica 2 alle 13.30 all’Apnea Village parleremo delle iniziative di protezione degli squali, della settimana europea dello squalo, della raccolta di firme che abbiamo portato a Bruxelles e di chi ci ha aiutato. Fra questi, anche la Mares.

Vi aspettiamo!

Aggiornamento: ecco un resoconto degli incontri

invitoeudism.jpg

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obiettivo spinarolo

8 Febbraio 2008

spinarolo, foto Antonio VarcasiaPescasportivi a rapporto per aggiornare la mappa della presenza di questi squaletto nei mari italiani!

Nasce oggi Obiettivo Spinarolo, il nuovo progetto di ricerca di MedSharks e CTS Ambiente con la collaborazione della rivista Pesca in Mare e della FIPSAS. Oggi, 8 febbraio, saremo a Bologna al salone della pesca sportiva Fishing Show nel Salotto di Pesca in Mare per presentare questa iniziativa (ulteriore appuntamento domenica 10 febbraio, alle 11.30). Guarda la presentazione

Il nostro progetto è infatti legatissimo al mondo della pesca sportiva: l’esperienza di questi appassionati è fondamentale per capire la situazione attuale di questa specie nei nostri mari.spinarolo-on-display_400.jpgPerché lo spinarolo è a rischio: è iscritto nella Lista Rossa delle specie a rischio estinzione. In Mediterraneo è classificato “Endangered” mentre la situazione è addirittura più grave in Atlantico dov’è definito “criticamente in pericolo“. Sottoposto a una pesca intensiva, questo squaletto dalla vita lunga (70 anni!) e dalla riproduzione lentissima (ha una gestazione di due anni, fra le più lunghe del regno animale) è stato letteralmente spazzato via dai nostri fondali. Per saperne di più sullo spinarolo, leggi qui.

Ma qual’è la situazione attuale? I dati che hanno portato a questa classificazione sono ormai già vecchi. Per questo, per avere una fotografia della situazione attuale nelle acque italiane chiediamo la collaborazione dei pescatori sportivi.frank_withdogfish.jpg

Cosa fare - se sei un pescasportivo e hai voglia di darci una mano, leggi il questionario che trovi qui e manda una mail con le tue risposte a info @ medsharks.org (leva gli spazi, che ho messo per evitare di esser sommersa dallo spam). Ma soprattutto, la prossima volta che peschi uno spinarolo prendi nota di questi dati e poi inviaci le informazioni:

-data

- posizione

- profondità

- esca utilizzata

- quanti spinaroli hai pescato?

- li hai rilasciati?

maschio o femmina?- lunghezza squalo

- è maschio o femmina? (il sesso è facilmente riconoscibile, basta guardare il ventre dell’animale. Il maschio ha due organi sessuali ben visibili, come potete vedere da questa illustrazione)

Se hai fatto delle foto, mandacele allo stesso indirizzo: info @ medsharks.orgGrazie in anticipo della vostra collaborazione!

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alien sulle nostre spiagge

29 Gennaio 2008

uova di razza, foto Gianluca SerraQuesti curiosi oggetti trovati da Gianluca Serra su una spiaggia della Versilia altro non sono che uova di razza.

Dopo l’accoppiamento (che per alcune specie avviene tutto l’anno mentre per altre soprattutto all’inizio dell’estate) le uova fecondate vengono avvolte e racchiuse in un guscio dalla forma più o meno rettangolare con filamenti agli angoli.

sviluppo_400.jpgLe uova vengono deposte a gruppi in luoghi riparati, a volte semi-sepolte o ancorate al fondo grazie ai filamenti. Le piccole razze si sviluppano all’interno dell’uovo fino alla loro nascita.

Come riconoscere la specie? La classificazione si basa, oltre che sulla forma generale e il colore della capsula, anche sulle sue dimensioni. Forma (più o meno rettangolare), colore (nero, bruno o verdastro) e dimensioni, infatti, variano a seconda della specie, anche se all’interno della stessa specie le uova possono avere dimensioni diverse.

schema uovo razzaAl lavoro! Se avete trovato delle uova sulla spiaggia e avete voglia di scoprire a quale razza appartengano, riempite una bacinella d’acqua e immergetevi le uova per un paio d’ore perché riprendano la loro forma originaria. Quindi consultate la guida delle razze preparata dalla SIBM, la Società Italiana di Biologia Marina, che per molte specie include anche una foto delle uova; consultate anche il sito del Great Eggcase Hunt, un progetto dell’inglese Shark Trust, in cui c’è anche una guida di riconoscimento (anche se è limitata alle sole specie inglesi). E infine l’accurato sito di Peter Bor che comprende uova di squalo, razza e chimere.

Mi raccomando: segnatevi anche la spiaggia, la data di ritrovamento e prendete nota se, per caso ci sia stata una mareggiata nei giorni precendenti. E… fateci sapere!

Leggi anche questo nuovo articolo sulle uova di squalo

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Cetorini in Sardegna! Riparte l’Operazione Squalo Elefante 2008

21 Gennaio 2008

Operazione Squalo Elefante 2008Cinque squali elefante si son dati convegno davanti Tavolara nei giorni scorsi per un banchetto a base di plancton. Il fantastico avvistamento è opera di Giuseppe Deiana e ci è stato riferito da Mario Romor.

Riparte così l’Operazione Squalo Elefante (OSE) la prima ricerca “sul campo” in Mediterraneo sullo squalo elefante o cetorino, il gigante del nostro mare, lanciata nel 2006 da MedSharks e CTS Ambiente e che si avvale della collaborazione dei parchi e riserve marine della Sardegna. OSE ha iniziato il censimento fotografico degli squali elefante mediterranei: grazie alla presenza di tagli o cicatrici sulla pinna dorsale è infatti possibile identificare i vari individui e riconoscerli in caso vengano avvistati o fotografati di nuovo.

Raccogliamo inoltre le segnalazioni degli avvistamenti (fondamentale il contributo dei pescatori, sia professionisti che ricreativi, subacquei e velisti e di tutti quanti vanno per mare: più di 20 le loro segnalazioni nel 2006!) e raccogliamo campioni di tessuto quando gli squali finiscono accidentalmente nelle reti, per analizzarne poi il DNA.

L’obiettivo principale però è la marcatura, una tecnica indispensabile per tenere sotto controllo gli spostamenti degli animali e imparare a conoscerne le rotte migratorie. Dopo il primo esperimento positivo del 2006 - in cui, per la prima volta in Mediterraneo, abbiamo marcato uno squalo elefante con un tag numerico - la sifda di quest’anno è di applicare a uno squalo un tag satellitare, per poterlo così seguire ora dopo ora nei suoi spostamenti.

E’ FONDAMENTALE L’AIUTO DI TUTTI QUANTI VANNO PER MARE. SE VEDETE UNO SQUALO ELEFANTE FATECELO SAPERE INVIANDO UNA MAIL A info @medsharks.org. Nelle prossime ore attiveremo anche un numero di telefono per segnalarci subito l’avvistamento

Grazie in anticipo!

ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2008

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news: ecco la bozza del Piano d’Azione UE sugli squali

14 Dicembre 2007

ue.jpgFinalmente! La Commissione Europea ha pubblicato la sua bozza del Piano d’Azione Comunitario per gli squali (CPOA) - quello che a gran voce abbiamo richiesto con la nostra petizione! Con questo documento, finalmente, si affronta il problema degli squali e vengono proposte una serie di possibilità per migliorare la loro situazione. L’iter è però ancora lungo: si prevede che su questa bozza si lavorerà per tutto l’anno prossimo e solo alla fine verrà presentato al Consiglio d’Europa e al Parlamento.

“Dopo decenni di indifferenza, che hanno avuto conseguenze disastrose sugli squali europei, la Commissione finalmente ha tracciato un quadro di azioni correttive importanti” ha dichiarato Sonja Fordham della Shark Alliance. “Sono necessari ancora delle correzioni su punti chiavi e dovremo essere vigili, ma per il momento questo documento offre qualche buona speranza alle popolazioni di squalo più minacciate al mondo. Invitiamo tutti gli interessati, a tutti i livelli, a cogliere questa opportunità per salvaguardiare le specie di squalo più in pericolo e iniziare così una nuova epoca di pesca responsabile.”

Questo documento (che potete scaricare qui) contiene molti degli elementi su cui la Shark Alliance ha sempre puntato: quote di cattura in linea con le evidenze scientifiche, una particolare attenzione alle specie in via di estinzione, misure per rafforzare il bando al finning, mezzi per ridurre le catture accidentali e divulgazione per aumentare le conoscenze sia del pubblico che dei pescatori.

“La pubblicazione del Piano d’Azione rappresenta un importante passo avanti per gli squali e i membri della Shark Alliance” ha aggiunto Uta Bellion, coordinatrice della Shark Alliance. “Non è stato facile arrivare a questo punto, ma ora almeno la Commissione ha mostrato buona volontà nel mettere sul tavolo un documento importante che sarà la base di solide consultazioni”.

Sarà possibile valutare e commentare il documento fino al 15 febbraio e vi saranno ulteriori sviluppi in tutto il 2008. Si ritiene che alla fine del prossimo anno verrà presentato come Comunicazione ufficiale al Consiglio d’Europa e al Parlamento, ed allora entrambi esprimeranno le loro valutazioni.

Insomma: il viaggio è ancora lungo… ma almeno è iniziato!

Qui il comunicato stampa originale della Shark Alliance

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news: “schedato” lo squalo balena n.1000

30 Novembre 2007

Sono ormai mille i singoli individui di squalo balena identificati nel mondo. Il merito è soprattutto dei subacquei: chiunque abbia fotografato uno squalo balena infatti può dare il suo contributo inviando le proprie foto. E’ importante per studiare le rotte migratorie e per la protezione di questa specie a rischio di estinzione.

patternEcoOcean annuncia con orgoglio di aver raggiunto il fatidico n.1000 nel suo censimento di squali balena: nuotava il 16 febbraio 2006 nelle acque del Mozambico e finora non è stato ancora ri-avvistato. Perché è esattamente questa la finalità del grande “catalogo fotografico”: identificare gli animali e sperare, attraverso altri avvistamenti, di seguirne gli spostamenti.

L’identificazione dei singoli animali si basa, oltre che su eventuali cicatrici, sulle macchie bianche che rivestono il dorso dell’animale. I ricercatori hanno infatti notato che queste macchie variano come forma e posizione da individuo a individuo e, soprattutto, che rimangono stabili nel corso della sua vita. La porzione di corpo studiato è quella dietro le branchie, come potete vedere dalla foto. Un software particolare, nato per lo studio delle stelle in cielo, aiuta i ricercatori a riconoscere gli animali.

Il catalogo (Ecoocean Whale shark photo-identification Library) è gestito da biologi marini ma chiunque può contribuire: basta inviare le proprie foto corredate dai dati di dove e quando l’animale è stato avvistato. Io, per esempio, appena estraggo il fotogramma con la parte dello squalo rischiesta, manderò loro le info riguardo a questo incontro fantastico in Sudan con un cucciolo di poco più di tre metri! Magari il “vostro” squalo balena è già stato visto e fotografato da qualcun altro in luoghi anche lontani: queste informazioni sono fondamentali per capire le abitudini di questi giganti del mare e per poterli proteggere.

mappa avvistamenti squalo balenaLo squalo balena vive in acque tropicali ed è il più grande pesce del mondo: pur nutrendosi esclusivamente di plancton, può superare i 12m di lunghezza. Si incontrano un po’ tutto l’anno nelle Seychelles, Mauritius, Zanzibar, Madagascar, Mozambico e Natal; nel Pacifico lungo il percorso della corrente Jkuroshio, nel Golfo del Messico, nei Caraibi. In realtà gli squali balena vivono nelle calde acque tropicali del mondo, per cui teoricamente ovunque, dai 30° di latitudine Nord ai 35° di latitudine Sud, si ha la possibilità di imbattersi in questo animale. Tuttavia gli squali balena si concentrano in alcune zone in ben precisi periodi dell’anno, spesso in coincidenza con la fioritura del plancton. È qui che i subacquei avranno maggiori probabilità di vederli.

Come molti altri squali, lo squalo balena è a rischio di estinzione in tutto il mondo. Per saperne di più qui la scheda della FAO.

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news: appello degli scienziati

27 Novembre 2007

Oltre 100 esponenti della comunità scientifica internazionale hanno sottoscritto un appello rivolto ai responsabili della pesca dell’Unione Europea affinchè promuovano urgentemente misure per la conservazione di squali e razze.
Lo rende noto la Shark Alliance, una coalizione di oltre 40 organizzazioni non governative, a chiusura della 11ma Conferenza della Associazione Europea Elasmobranchi (EEA), svoltasi dal 24 al 26 novembre 2007 a Brest (Francia).”
L’alto numero di ricercatori che hanno aderito all’appello dimostra quanto sia diffusa la preoccupazione per la sorte di queste specie e quanto sia urgente intervenire subito” ha dichiarato Sonja Fordham, rappresentante di Shark Alliance. “Ci auguriamo che i Ministri della Pesca dell’UE sappiano rispondere con misure concrete per arrestare il declino di queste specie“.
Nell’appello - a cui ha aderito anche la Società Italiana di Biologia Marina che rappresenta circa 830 ricercatori - è espressa una forte preoccupazione per la mancata attuazione, da parte dell’UE, delle raccomandazioni scientifiche su diverse specie particolarmente compromesse, come lo spinarolo, lo smeriglio, gli squali di profondità e per l’assenza di limiti di cattura per altre specie vulnerabili di squali e razze della regione.
I ricercatori invocano l’adozione di un efficace piano di gestione europeo per la conservazione di squali e razze che, nonostante i diversi impegni assunti dall’UE fin dal 1999, ancora non è stato emanato.
Il prossimo 17 dicembre il Consiglio Pesca dell’Unione Europea dovrà esaminare una proposta della Commissione Europea sulle catture di smeriglio e spinarolo. Ci auguriamo che il Ministro De Castro possa sostenere un’azione incisiva per vietare la pesca diretta allo smeriglio e ridurre a zero le quote di prelievo per lo spinarolo” ha dichiarato Domitilla Senni, responsabile della Shark Alliance in Italia.
Sia lo smeriglio che lo spinarolo sono considerati “Criticamente in pericolo” dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.
Possono firmare l’appello i laureati con Ph.D o Master in settori legati al mare

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action: la carica dei 20.000 a Bruxelles!

11 Novembre 2007

Erano più di 20.000 le firme consegnate il 9 novembre a Bruxelles ai funzionari della Commissione Europea. Un ottimo risultato, considerato che le firme (raccolte per sollecitare il Piano d’Azione per la gestione e conservazione degli squali europei) sono state raccolte in appena un mese ed esclusivamente con il passaparola. Buone e cattive notizie emergono dal colloquio: il nostro lavoro non è ancora finito…gli italiani della Shark Alliance a BruxellesErano più di 20.000 le firme consegnate il 9 novembre a Bruxelles ai funzionari della Commissione Europa. Un ottimo risultato, considerato che le firme (raccolte, lo ricordiamo, per sollecitare le istituzioni a salvaguardare gli squali e le razze europee) sono arrivate in appena un mese ed esclusivamente con il passaparola. Grazie davvero a tutti voi!La buona notizia è che il Piano d’Azione per la gestione degli squali (era quello che chiedevamo alla Commissione, e che le era già stato chiesto dalla FAO nel 1999…) è finalmente in dirittura d’arrivo e verrà presentato nei prossimi mesi.La cattiva notizia è che non possiamo rilassarci: perché ciò che uscirà dalla Commissione sarà una proposta - che dovrà poi essere discussa dai ministri della pesca dei vari paesi dell’Unione Europea. Con due conseguenze: i tempi lunghi (nulla di definitivo prima di un anno e mezzo) e l’inevitabile “ammorbidimento” delle norme a causa degli interessi particolari di alcuni paesi (tanto per non far nomi: Spagna e Portogallo).Quindi: come ci hanno suggerito gli stessi funzionari, sarà fondamentale tenere sotto pressione il nostro ministro per la pesca, Paolo De Castro, affinché si adoperi attivamente per la protezione degli squali.Dovrebbe essere cosa da poco: in fondo l’Italia ne pesca pochi, tanto che persino i pescatori hanno sottoscritto la nostra petizione. Ma sono proprio queste le situazioni in cui - non avendo interessi da difendere su argomenti che non interessano a nessuno - si tende a dare un aiutino o quantomeno a non “pestare i piedi” ad altri paesi che poi, su altri argomenti a noi più cari, potrebbero ricambiarci il favore…Quindi: è fondamentale tenere alta l’attenzione dei media e del pubblico e quindi verrà ancora il momento in cui vi chiederemo di far sentire nuovamente la vostra voce sull’argomento.Per ora, grazie ancora a tutti quelli che hanno firmato e ai tanti che ci hanno scritto per incoraggiarci.Guarda le foto!

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Info: cosa si fa per salvarli

30 Ottobre 2007

Dallo sforzo comune di molte organizzazioni internazionali è nata la Shark Alliance, una coalizione di organizzazioni non governative il cui scopo è il recupero e la conservazione delle popolazioni di squali attraverso un rafforzamento delle politiche europee sulla pesca. E’ questa, vista l’influenza mondiale dell’Europa nel settore pesca, la strada individuata per migliorare le condizioni degli squali in tutto il mondo. La missione della Shark Alliance è duplice: correggere le falle nella normativa europea sulla pratica dello “spinnamento” (finning) e ottenere quote di pesca basate su dati scientifici che garantiscano la sostenibilità nel lungo periodo e la salute dell’ecosistema marino. Membri italiani della Shark Alliance sono: CTS, Fondazione Cetacea, GRIS, Marevivo e MedSharks.

www.sharkalliance.org

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Info: gli squali a tavola

30 Ottobre 2007

Asià, cagnetto, vitella di mare: sono solo alcuni dei nomi di fantasia con cui vengono commercializzati nei mercati del pesce gli squali, assai più comuni sulle nostre tavole di quanto si possa pensare. Si tratta soprattutto di piccoli squali: il palombo (specie classificata “vulnerabile” nella Lista Rossa), spinarolo (“in pericolo”), gattuccio (“a minor rischio”) e galeo (“vulnerabile”). Nell’UE vi è un notevole consumo e commercio di carne di squalo, soprattutto di spinaroli, palombi, gattucci, mako, smeriglio e razze. L’Italia è stata fino al 2000, secondo le statistiche della FAO, il maggior importatore del mondo di squali, seguita da Francia e Spagna. Le sue importazioni sono aumentate considerevolmente da 8.750 tonnellate nel 1976 a un massimo di 14.400 tonnellate nel 2000. Nel 2005 l’Italia è la quinta nazione al mondo per importazione di squali e prodotti di squali, dietro a Spagna (17.503 tonn.), Corea del Sud (13.601 tonn.), Cina (11.045 tonn.) e Messico.

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news: la cartilagine non serve a niente!

30 Ottobre 2007

L’idea che gli squali non si ammalino mai di cancro, come sosteneva un libro diventato molto famoso dieci anni fa, è totalmente errata. Sono 42 i casi di tumore negli squali e nelle razze riportati da Gary K. Ostrander, della Johns Hopkins University sulla rivista scientifica Cancer Research . Inutili quindi i milioni di pastiglie vendute in tutto il mondo che hanno illuso molti pazienti e contribuito al massacro degli squali. La promozione della cartilagine di squalo come cura per il cancro ha avuto almeno due effetti negativi significativi: un drammatico declino degli squali e la “distrazione” dei pazienti da efficaci trattamenti contro il cancro. I media possono trasformare delle semplici curiosità culturali in problemi sociali ed ecologici molto seri”, conclude Ostrander.

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action: firma la pinna!

16 Ottobre 2007

Il problema squali:- un terzo delle specie delle acque europee e’ a rischio di estinzione;- specie in via di estinzione sono legalmente in vendita al supermercato;- e’ quindi necessario che l’Europa si dia delle regole più severe.Chiediamo la collaborazione soprattutto dei subacquei, perché siamo gli unici ai quali gli squali interessino davvero. Amiamo vederli sott’acqua. Sappiamo che non sono pericolosi come li dipingono. Li abbiamo visti scomparire rapidamente da tutti i punti di immersione. Sappiamo che ci sono gravi problemi. Ed è ora di farci sentire.Come partecipare:- firma online (ci vuole solo un attimo!)- fai un sano passaparola: fai girare questa post- le firme sono già moltissime- c’è tempo fino ai primi di novembre per apporre la propria firma- per saperne di piùGrazie della partecipazione!Eleonora