le autostrade degli squali

Ottimi articoli di Repubblica oggi e del Messaggero sugli squali, notizia rilanciata anche dalle tv!

L’occasione è il congresso della Società Americana per l’Avanzamento della Scienza (Aaas) in corso a Boston dove si è parlato della loro sparizione da tutti i mari (altre 8 specie verranno inserite nella Lista Rossa delle specie a rischio estinzione – ne parleremo più diffusamente in un prossimo articolo) e delle migrazioni degli squali. Gli squali, infatti, viaggiano in mare come su autostrade sottomarine punteggiate di “aree di sosta” e di “cafè”.

Gli articoli sono interessanti e si basano sul comunicato dell’AAAS “Autostrade sottomarine e punti di sosta” che trovate qui.

Ancora due parole sulle ricerche citate. Del Great White Shark Café, punto d’incontro per squali bianchi in mezzo al Pacifico, vi avevamo già parlato qualche settimana fa.

gli spostamenti dello squalo martelloMa anche gli squali martello migrano seguendo tappe ben precise, che nel Pacifico toccano isole e montagne sommerse dal Messico all’Ecuador. Come la celeberrima El Bajo, in Messico, dove si radunano a migliaia in estate – non per cacciare, ma come punto di sosta e probabilmente d’incontro. Le zone di caccia, infatti, sono lontane e gli squali le raggiungono ogni notte seguendo rotte ben precise (clicca sull’immagine).

Come fanno a orizzontarsi di notte, sul fondo del mare? Seguendo le “autostrade magnetiche” tracciate dalle anomalie del sistema magnetico terrestre: lo ha dimostrato Peter Kimley, ricercatore americano del laboratorio di Biotelemetria dell’Università di California Davis, che studia i martello da più di vent’anni. Qui il riassunto di un suo lavoro scientifico del 1984 (“Diel movement patterns of the scalloped hammerhead shark (Sphyrna lewini) in relation to El Bajo Espiritu Santo: a refuging central-position social system”).

Gli squali martello sono stati inseriti nella Lista Rossa 2008 delle specie a rischio di estinzione.

Questi animali non vivono ovunque, ma si concentrano sulle montagne sottomarine o le isole oceaniche” ha spiegato Klimley nel corso del congresso: “Per questo l’istituzione di riserve marine in queste zone potrebbe aiutare molto la protezione di questa specie“.

Se volete approfondire: l’interessante intervista del National Geographic a Peter Kimley , un’altra più generica della PBS e infine una chicca: un fantastico articolo di Klimley (del 2005) sul Scientific American sulle montagne sottomarine.

Klimley ha scritto anni fa un libro: “The secret life of Sharks”. Molto interessante! Lo trovate qui su Amazon.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: