chi vince fra uno squalo e un pescespada?

Il pescespada. Almeno nel duello combatto qualche anno fa nelle acque di Tavolara, in Sardegna, quando i pescatori trovarono spiaggiato un grande squalo volpe di quattro metri, morto, con ben 15 cm di spada di pescespada conficcata in testa!!!

occhione Tavolara, foto Romor/TrainitoCos’era successo per scatenare quella lotta fatale possiamo solo immaginarlo: forse avevano litigato per il cibo, visto che entrambi si nutrono anche di calamari. Forse il pescespada si era difeso dall’attacco del grande squalo: i pescispada non vincono sempre, infatti, e sono stati trovati nello stomaco di altri squali volpe occhione.

Al di là della curiosità, questa segnalazione si è dimostrata davvero interessante. Perché lo squalo in questione non era un semplice squalo volpe, ma un “occhione”: una specie considerata molto rara in Mediterraneo – tanto che questo era appena il sesto animale mai segnalato in tutto il nostro mare. E inoltre era una femmina, che in pancia portava due piccoli di 40 cm di lunghezza l’uno.

Fortunatamente in zona c’erano Mario Romor ed Egidio Trainito (gli stessi che ci hanno segnalato gli squali elefante a fine gennaio) che scattarono queste foto e le misero in un cassetto. Se ne ricordarono anni dopo, quando lanciai Osservatorio Mediterraneo: raccoglievo da diportisti, pescatori e sub segnalazioni di squali, tartarughe, balene e foche monache e le “giravo” ai ricercatori. Segnalazioni, fra cui questa, che si sono tradotte in almeno quattro lavori scientifici: Marino Vacchi, Fabrizio Serena e Giuseppe Notarbartolo di Sciara presentarono questa segnalazione a un congresso internazionale a Monterey.

occhione Tavolara, foto Romor/Trainito“Riesumiamo” questo avvistamento un po’ datato (risale al 1994) per diverse ragioni. Primo perché è interessante: oltre a essere una specie rara, si trattava del primo, e finora unico, caso di attacco fatale pescespada-squalo segnalato al mondo. Poi perché lo squalo volpe occhione è una specie che mi sta particolarmente a cuore: proprio oggi abbiamo finito le revisioni e inviato un lavoro scientifico alla rivista Journal of the Marine Biological Association che riguarda questa stessa specie. Ve ne parleremo nel prossimo post.

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